Maestri in camicia nera

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Una recente deriva della destra e l’incancrenirsi del problema viene dal mondo dell’insegnamento, soprattutto in Italia. Avevamo affrontato recentemente il tema, in merito a diversi casi che erano capitati e che erano assurti agli onori della cronaca. Professori, maestre e maestri delle elementari o asilo che esprimevano disprezzo per gli alunni stranieri, minacciavano o inneggiavano in qualche modo all’estrema destra. Scrivevamo nel pezzo:

“Alcuni esempi nella cronaca recente lo confermano, come a una presentazione patrocinata dall’ANPI a un liceo di Civitanova Marche per il libro dello storico Andrea Martini, sugli anni della Resistenza. Un professore ha ritirato alcune classi , accusando l’ANPI di fare propaganda politica e difendendo Casapound e Forza Nuova. Ma la cosa tragica è la dichiarazione del direttore, per cui quello del docente è stato un intervento nei limiti dell’insegnamento.

Oppure come scordare il professor Giancarlo Talamini Bisi, filofascista, che a Fiorenzuola d’Arda aveva minacciato le Sardine che volevano scendere in piazza:

“Io sarò presente. Cari studenti, se becco qualcuno di voi, da martedì cambiate aria, nelle mie materie renderò la vostra vita un inferno (…) Di idioti in classe non ne voglio, sardina avvisata…”, salvo poi, come al solito, ritrattare scusandosi e invocando fraintendimenti e baggianate del genere.”

Un segnale d’allarme importante. Che ci siano docenti di destra è ovvio. Meno ovvio è che in qualche modo propugnino o incoraggino gli allievi con un pessimo esempio o con idee distruttive, perniciose e antidemocratiche.

E non si faccia il paragone con la sinistra, perché non regge. Le idee di una sinistra sana sono inclusive, tolleranti e volte al bene sociale e collettivo. Derive staliniste o dittatoriali non hanno e non devono avere posto nella scuola, e d’altronde non abbiamo mai sentito di docenti che inneggiavano ai gulag o a Stalin. Anche perché in quel caso sarebbe più che lecito redarguirli e punirli come dei docenti che esprimono, vedi i casi sopra, disprezzo per la democrazia, le istituzioni o altre etnie o religioni.

Insomma, se la scuola, che dovrebbe educare, almeno negli intenti, dei buoni cittadini, diventa un trogolo dove anche i docenti si sentono vidimati a difendere idee orrende e sbagliate, allora c’è un problema serio: sociale, morale ed etico. Soprattutto per questo bisogna battersi, nella scuola non ci deve essere posto per i totalitarismi.

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