Nilde Iotti “buona solo per il sesso”

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Stavolta il quotidiano milanese “Libero” che ultimamente si è distinto per le sue prese di posizioni razziste e fasciste, degne della sua linea editoriale, ha sorpassato ogni limite. Per gli insulti sessisti a Nilde Iotti, pubblicati all’indomani della fiction trasmessa lo scorso 5 dicembre da Rai 1 a 20 anni dalla scomparsa della prima donna presidente della Camera italiana, un collettivo di donne emiliane ha lanciato una denuncia comune.

Una straordinaria figura di donna

Il filmato “Storia di Nilde”, un mix tra documentario e fiction, l’ho visto e mi è piaciuto anche se ho apprezzato di più la parte storica, tratta dagli archivi d’epoca che la finzione, poiché anche se Anna Foglietta, l’attrice che interpretava la parte di Nilde Iotti, lo ha fatto egregiamente, mi pare che sia arduo dare un’immagine fedele della donna che è stata questa straordinaria femminista e politica italiana.

Quando qualche giorno dopo la trasmissione ho letto che per “Libero”, Nilde Iotti era “prosperosa, grande in cucina e grande a letto come sanno esserlo le donne emiliane … il massimo che in Emilia si chiede a una donna”, sono rimasta esterrefatta. A prescindere dal fatto che ci si può domandare quando l’articolista abbia avuto la possibilità di provare la cucina della Iotti. E mi fermo qui. Mi sono invece indignata, chiedendomi com’è possibile che il quotidiano diretto da Vittorio Feltri possa continuare, impunemente, a sputare fango in tutte le direzioni.

Purtroppo in Italia non esiste, come da noi, il Consiglio della stampa, l’organo di riferimento per i reclami di ordine etico che riguardano i mass media poiché se così fosse, nel caso di “Libero”, il Consiglio sarebbe già stato chiamato ad intervenire da tempo.

Una denuncia collettiva per diffamazione

Ad ogni modo il grossolano insulto rivolto, tramite la compagna di vita di Palmiro Togliatti ormai scomparsa da un ventennio, a tutte le donne emiliane non ha lasciato indifferenti quest’ultime. Che non si sono accontentate di indignarsi come hanno fatto, giustamente, l’Ordine dei giornalisti italiani o l’opinione pubblica, ma che hanno deciso di querelare la direzione del quotidiano. Per farlo, hanno incaricato le avvocate Cathy La Torre e Rita Nanetti di presentare una denuncia collettiva per diffamazione.

Le sottoscrizioni saranno raccolte dalle legali a partire dal 16 dicembre al Centro delle donne a Bologna, sede dell’Associazione Orlando. “Nilde Iotti ha rappresentato molto per la storia del movimento femminista, queste parole riguardano tutte noi, le nostre conquiste”, ha detto a Repubblica l’attivista femminista Giulia Sudano, membro di Orlando. “Non lo accettiamo più. Vogliamo dare un segnale per far capire che non vogliamo vivere in un Paese in cui un’affermazione come questa può apparire sulla prima pagina di un giornale”. Nilde Iotti merita di essere ricordata e raccontata alle giovani generazioni per la sua lotta a favore dei diritti dei lavoratori e delle donne, per il suo impegno sociale e sindacale e non certamente per la sua avvenenza fisica e le sue eventuali doti culinarie!

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