Opinione Liberale non vale niente?

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Una decina di giorni fa, l’ex deputato Franco Celio, libero battitore, anzi, cane sciolto, anzi, varano di Komodo, (non sa più bene nemmeno lui bene cos’è), ha lanciato una provocazione. Il partitone e Opinione Liberale dovrebbero chiudere.

Oddio, provocazione è essere fini, d’altronde se voleva essere fine, Celio si metteva la maschera di Kinder Bueno Vitta e con vocina mite mite ci riportava sulla Terra.

Secondo Celio, Opinione Liberale fa schifo (lui non lo dice così ma poco ci manca): “che senso ha ostinarsi a mantenere in vita un settimanale di nessun valore giornalistico come Opinione Liberale?”

E giù legnate

Il tutto in un articolo dove massacra il partito, ne paventa lo scioglimento insieme alla calotta polare artica, si domanda l’utilità dell’esistenza stessa di un qualsiasi grumo liberale radicale.

Insomma, Celio ci sembra disilluso come un crisantemo a dicembre.

Ok, il sanguigno esponente liberale-radicale è un po’ pessimista da sempre. Abituato alle erte e scabre valli della Leventina, aduso alla dura vita contadina, Celio è nato per rompere i marroni al suo partito. D’altronde ogni partito ha i suoi. Io li chiamo le zavorre, quelli che sotto il manto della critica spaccano le balle a ripetizione che manco la mitraglia di Capitan Fracassa gli sta dietro.

Detto questo e glissando sullo scioglimento del partito che ci appare assai improbabile, almeno finché c’è ciccia per fare salsicce, arriviamo al dunque.

Ha ancora senso un giornale di partito cartaceo? O meglio, ha ancora senso un giornale di partito? E virtuale? Anche il Mattino, che ha segnato indelebilmente la politica cantonale riducendola al trogolo per maiali che è adesso, ha fatto il suo tempo, I fasti degli anni passati sono ormai un’ombra, le cassette verdi che una volta andavano deserte già alle 8 del mattino, oggi spesso sono ancora piene. Popolo e Libertà dei PPD è passato a mensile, e sta in piedi perché ce lo stampa il Dadò, che tra una gita in Tibet e una poesia sulla montagna ogni tanto ancora cede al partito come una vecchia amante e probabilmente fa un prezzo di favore stile cooperativa ai tempi dei nonni. I socialisti avevano Confronti, mensile abortito anni fa e mai ripreso, se non col timido tentativo digitale del Mancino, rimasto però fermo al palo.

Il punto è che le generazioni passano, la gente cresce e muore, i tempi cambiano pure loro. Le informazioni per un partito sono ancora fondamentali, e devono viaggiare di pari passo con la propaganda che però segue un suo binario distinto. il punto è quali informazioni. Alla base c’è sempre la benedetta qualità. Il vettore in fondo si adatta ai tempi, che sia cartaceo o digitale, quello che conta è lo sforzo, e per farlo bene lo sforzo è tanto e non sempre ci sono le persone adatte alla bisogna o i soldi per pagarli. O se ci sono non hanno il tempo che andrebbe dedicato a una questione del genere.

Insomma, far sapere alla gente che ti vota cosa e come lo fai è importante. È anche importante dire loro qual è la tua via, dove li vuoi portare e se questa transumanza soddisferà i loro bisogni e cheterà le loro paure, ma questo va fatto in maniera originale. Il Mattino ha anche stufato perché si ripete continuamente ed è sempre uguale a se stesso, e le tiritere sui giornali di partito, che spesso si parlano addosso idem.

Le Sardine parlano diverso e per questo riempiono le piazze, vi leggo solo la parte finale di una lettera mandata ai giornali, un piccolo brano finale e ditemi se capite cosa intendo:

“…La forma stessa di un partito sarebbe un oltraggio a ciò che è stato e che potrebbe essere. E non perché i partiti siano sbagliati, ma perché veniamo da una pentola e non è lì che vogliamo tornare. Chiedere che cornice dare a una rivolta è come mettere confini al mare. Puoi farlo, ma risulterai ridicolo. Noi ci chiediamo ogni giorno come fare, e ci sentiamo ridicoli, inadatti e impreparati… ma finalmente liberi.

L’unica certezza che abbiamo è che siamo stati sdraiati per troppo tempo. E che ora abbiamo bisogno di nuotare”.

Noi ci sentiamo inadatti, e ve lo diciamo. Noi abbiamo paura, e ve lo diciamo. Noi abbiamo dei sogni e reagiamo, e ve lo diciamo.

E ora ditemi che non seguireste gente del genere.

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