Quello che mangi è quello che sei

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Mathieu Mancarella, 28 anni, di Cademario ha dato una svolta alla sua vita circa due anni fa. Da ragazzo onnivoro che fumava e beveva alcolici, ha cambiato radicalmente la sua alimentazione e con essa tutte le sue abitudini. Ci ha raccontato il suo percorso.

“Tutto è iniziato”, ci dice Mathieu, un ragazzo snello che porta sempre i capelli biondi raccolti in un codino in cima alla testa e non si separa mai da Byron, il suo labrador nero, “un po’ più di due anni fa dopo che avevo visto un documentario che spiegava gli effetti nocivi dello zucchero sul corpo umano. Ho così deciso di ridurne il consumo, ma non sapendo esattamente cosa sopprimere ho optato per tre giorni di digiuno quasi totale durante i quali ho mangiato unicamente insalata, mele e noci e bevuto soltanto acqua.”

Per Mathieu è stata una rivelazione. “Al termine di questi tre giorni” spiega, “mi sentivo un’altra persona con il corpo rigenerato e il benessere era anche emotivo. Poi però ho ripreso a nutrirmi normalmente e mi sono subito sentito male. È iniziato così” ci dice, “il mio percorso di ricerca sugli effetti del cibo sulla nostra salute psicofisico emotiva, mi sono documentato su internet, ho letto diversi libri sull’argomento e questa mia ricerca è durata tre mesi durante i quali mettevo in pratica quanto imparato, togliendo man mano dalla mia alimentazione i cibi che sapevo essere nocivi al mio organismo.”

“Quello che mangi è legato a quello che sei”

È così che Mathieu rinuncia successivamente dapprima alla carne e al pesce, quindi a prodotti caseari, poi ai cereali, alla farina e ai dolci per ritrovarsi a consumare unicamente frutta e verdura all’inizio esclusivamente crude. “Mi mancava però una componente” spiega il ragazzo che oggi testimonia in pubblico della sua esperienza e organizza conferenze virtuali tramite la sua pagina Facebook in cui può aiutare a capire perché non riusciamo a cambiare il nostro stile di vita, “ossia il fatto di sapere come funzioniamo in base alle nostre emozioni, che rapporto c’è tra le emozioni e il cibo e come viviamo quel rapporto.”

Per scoprire quella componente mancante, Mathieu inizia ad assistere a conferenze sull’argomento sia in Ticino che in Italia, grazie alle quali è riuscito a cambiare il suo modo di essere e di pensare, in una parola, il suo modo di vivere. “Dal momento della mia decisione iniziale di cambiare la mia alimentazione, fino all’accettazione definitiva ci sono voluti cinque, sei mesi e ci sono state una o due ricadute” ammette Mathieu che aggiunge: “Non è stato facile poiché all’inizio sia gli amici che la famiglia, ma soprattutto il mio corpo e la mia mente, hanno provato a farmi desistere con motivazioni del tipo “ma come farai a Natale e quando ti inviteranno a cena” e così dicendo … È vero che è difficile cambiare la tua alimentazione poiché quello che mangi è legato a quello che sei e quando l’ho fatto, ho sradicato una parte di me stesso, ma cercavo anche sempre di conoscermi meglio.”

“Ho cambiato totalmente la mia vita”

Il cambiamento di Mathieu è stato quindi fisico – ha perso alcuni chili – ma anche caratteriale e ovviamente sociale: “Non fumo più, non bevo più né alcool né caffè, non ha quindi più nessun senso per me andare a trovare i soliti amici al bar poiché nei bar non ci vado più … quindi con la mia nuova vita e le sue nuove modalità, ho cambiato le mie frequentazioni, i miei passatempi. Oggi mi piace camminare nella natura con il mio cane, mi piace l’arte, la meditazione, praticare lo yoga … con la mia nuova alimentazione ho trovato un nuovo equilibrio. La mia famiglia ci ha messo un po’, ma alla fine ha accettato e quando vado a cena dai miei genitori, porto il mio cibo!”

E i piaceri della vita, di un pranzo condiviso, di una bicchierata in compagnia non gli mancano, gli chiediamo? “Perché” ci risponde, “dovere per forza collegare un incontro con un pranzo o un aperitivo? Si può anche passare del tempo assieme a qualcuno senza per forza dovere mangiare o bere”! Mathieu tiene però a precisare che se in Ticino sono rari i locali perlomeno vegani, “ovunque si può ordinare un’insalata o delle verdure bollite e quindi passare una serata al ristorante”.

Mathieu Mancarella riconosce comunque che ci sono anche periodi di instabilità nella scelta di vita che ha fatto: “E li prendo in conto, mi capita di fare qualche piccola disgressione per esempio mangiando ogni tanto qualche patata lessa, bollendo le verdure o concedendomi addirittura un pezzettino di cioccolato fondente … insomma, nessuno è perfetto!”

Detto ciò questo suo percorso è definitivo e sa che non tornerà mai sui propri passi. “Oggi mi conosco come non mi sono mai conosciuto durante tutta la mia vita e riesco ad ascoltarmi meglio e più di prima inoltre sono guarito dall’asma di cui soffrivo, dalle allergie, non vado mai dal medico e non assumo farmaci.”

Pagina Facebook: Mathieu Mancarella

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