Salvini vs Nutella

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Roba da non credere. Come riesce a rendersi ridicolo Matteo Salvini, ben pochi ce la fanno.

E lui in questo eccelle, dopo gli sbarchi clandestini, il Russiagate, i comizi sulle spiagge partenopee e gli aperitivi al Papeete, si mette pure a litigare con le nocciole della Ferrero perché turche.

La Nutella è mia e la gestisco io

“Non toccatemi la mamma e la Nutella”. Pareva dire Matteo Salvini dagli scaffali del supermercato, quando ancora tra lui e la Nutella era amore alla luce del sole e, lo scorso anno, a Santo Stefano lo si vedeva sui social fare puntualmente colazione con pane e Nutella. Sarà sicuramente stata colpa della Isoardi e della fine della loro relazione a buttarlo nelle braccia della crema alla nocciola per di più spalmabile. Ora però, a neanche un anno di distanza, assistiamo a un rapido cambio di rotta. Infatti il leader della Lega ha dichiarato di non mangiare più Nutella perché colpevole di contenere nocciole provenienti dalla Turchia.

Nocciole e buoi dei paesi tuoi

Ma vi siete chiesti quanto poco patriottica sia la Nutella ora che sappiamo di che nocciole sia fatta? L’ex ministro famoso per la sua dedizione al lavoro ha finito così coll’invischiarsi in una diatriba con la Ferrero, la multinazionale dolciaria con sede ad Alba, puntando il dito contro uno dei suoi ingredienti. Sembrava un amore appassionato e invece anche stavolta è finita male. Il candidato premier leghista fa però la cosa che più gli riesce, la solita polemicuccia sterile che sui social funziona sempre. Perché il nostro caro Matteo ha capito come si può rimanere sulla cresta dell’onda mediatica anche dopo aver appena commesso un harakiri politico.

Attrazione fatale

Il leader della Lega, in un comizio a Ravenna ha affermato di scegliere solo prodotti italiani e rispondendo a una signora ha commentato: ”La Nutella? Ma lo sa signora che ho cambiato? Preferisco mangiare italiano e aiutare gli agricoltori italiani”. Giusto, quello che dice, se non fosse che la Ferrero non riuscirebbe mai a produrre la quantità di crema spalmabile più famosa al mondo, che comunque produce nel suo stabilimento piemontese, con le sole nocciole delle Langhe. Apprezzata ed esportata in tutto il mondo, la Nutella rischia ora di andare in crisi per le struggenti esternazioni del ex amante Matteo.

Il segreto di Pulcinella

Il fatto che la Ferrero utilizzi anche nocciole provenienti dalla Turchia non è né una novità, né un segreto industriale. La multinazionale nel 2014 ha acquistato Oltan, storica azienda turca produttrice di nocciole, in tal modo ha rafforzato la filiera per avere il controllo diretto su qualità e selezione. Inoltre, le dimensioni industriali della Ferrero, con 10,7 miliardi di fatturato e la sua dimensione da multinazionale malgrado sia ancora una delle poche aziende a conduzione famigliare, non consentirebbero l’utilizzo di materie prime provenienti soltanto dall’Italia.

Cip e ciop

Una nocciola su tre, fra tutte quelle vendute ogni anno nel mondo è acquistata da Ferrero ed entra nella produzione della Nutella con cacao, latte e zucchero. E se l’azienda acquistasse l’intera quantità di nocciole prodotte in Italia, si tratterebbe di una pratica industriale non sostenibile, mettendo in difficoltà anche la filiera del cioccolato. Forse il buon Matteo non è al corrente che, oltre alla Nutella, anche il prosciutto di Parma viene talvolta prodotto con una coscia di maiale straniera, il Parmigiano con latte dell’est e così anche tanti altre specialità prettamente italiane.

Sovranista e detrattore

Ci spiace davvero che gli sia caduto un mito. Salvini, con la scusa della Nutella, riesce ancora una volta a propinarci il solito discorso sovranista trito e ritrito che il buon uomo non manca mai di tirare in ballo a ogni occasione e con qualsiasi pretesto, fino a diventare patetico. Inoltre, lui che vuole essere solidale con gli agricoltori italiani, è il primo detrattore dell’Europa, la stessa che foraggia l’Italia con fior fior di quattrini. Ancora una volta Salvini ce l’ha fatta ad attirare l’attenzione su di sé. Non per l’intelligenza delle sue esternazioni, ma per la loro stupidità. Ma lasciamolo pure fare, che finchè lui s’indigna con le nocciole turche, senza sapere quel che dice, al limite fa sorridere, senza fare troppi danni. E, mi raccomando, del prosciutto crudo e del parmigiano non diciamoglielo adesso, lasciamogli almeno prima postare su facebook il brunch di Santo Stefano a base di prodotti Made in Italy. Natale è alle porte e tutti siam più buoni. E dolci sì, ma senza Nutella da spalmare.

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