Stipendi bassi? Pagate voi

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Salario minimo sì o no? A timide aperture, si contrappongono compatte le squadracce dei partiti borghesi, che alla fine difendono a spada tratta coloro che sottopagano la manodopera.

In questi giorni si è ringalluzzita la questione del salario minimo, anche grazie al recente rapporto parlamentare della gestione che sanciva a 19 franchi (per incominciare) il tetto per un minimo salariale. Un compromesso strappato coi denti a chi di salario minimo proprio non ne vuol sentire parlare. È utile ricordare le dichiarazioni passate di Stefano Modenini, presidente di AITI, che a fine 2017 con una faccia di bronzo pressofuso non fingeva nemmeno di vergognarsi:

“se sarà salario minimo unico, che sia tra 3’000 e 3’500 franchi. Per i redditi bassi, ci sono sempre gli aiuti statali”

La cosa che lascia di stucco è la serenità con cui si diceva che era lo Stato a doversi occupare di chi non ha uno stipendio decente. Stato che alla fine siamo proprio noi, con i nostri contributi e le nostre tasse, che dobbiamo mettere la differenza per far sopravvivere chi non ce la fa con gli stipendi da fame con cui una certa industria (parassitaria, diciamolo senza paura) retribuisce i propri dipendenti.

Questo sistema, che si porta avanti da tempo, dà per scontato che sia la collettività, come per la disoccupazione, a prendersi carico di stipendi miserevoli e poco dignitosi.

Con estrema arroganza, Modenini dichiarava allora:

“…Non hanno perso tempo coloro che da sempre preconizzano un intervento statale nella libera contrattazione lavorativa a chiedere che in Ticino venga applicato lo stesso metro di giudizio. (riferendosi a Neuchatel, dove un salario minimo è già in vigore da tempo, NdR)

Si tratta in particolare di chi considera gli imprenditori ticinesi, dunque molti proprietari d’azienda ma anche artigiani, commercianti e liberi professionisti, degli approfittatori e dei criminali”.(leggi qui )

Chi ha sempre sperato in un maggiore controllo statale veniva stigmatizzato, mentre chi ciuccia dallo stesso Stato per sopperire alle proprie mancanze è un poverino. È ovvio che non tutti gli imprenditori sono criminali, moltissimi già pagano stipendi che sono al di sopra del salario minimo, poi ci sono persone invece che se ne approfittano alla grande. Sono soprattutto coloro che assumono personale frontaliero per pagarlo tri ghei e una cicca.

Oggi si è accettato, seppur al ribasso, un limite che non accontenta molti, ma qualcosa a breve deve cambiare. E allora che a pagare siano loro, e non noi. E se qualche azienda che paga stipendi da fame se ne va, meglio per tutti.

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