Un equilibrio di carta

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Il sistema di riciclaggio svizzero è migliorato continuamente durante gli ultimi trent’anni. Tra i primi a prendere piede anche da noi, c’è stato quello della carta, insieme al vetro. La filiera del riciclaggio della carta si poggia su di un modello d’economia circolare che parte dalla raccolta fatta spesso con un racconta dai comuni, la cui carta viene acquistata da aziende private che poi la rivendono alle cartiere che a loro volta producono nuova carta pronta per essere usata nei più svariati modi.

La quota di riciclaggio della carta e del cartone raccolti è pari al 97%. In pratica non si butta via niente. E il 75% della nuova carta e cartone prodotti è fatta di carta straccia, una fibra che può essere riciclata più e più volte. Le variabili in gioco nel riciclaggio sono però molteplici e l’equilibrio che regola il settore è fragile e delicato come dimostra la crisi che, da qualche tempo a questa parte, sta bloccando il settore. Un settore in crisi in cui il prezzo di carta e cartone vecchi sono crollati e siamo ormai sommersi dalla carta raccolta dai Comuni. Anche da quelli della Svizzera italiana.

Per far saltare il banco è bastato che la Cina decidesse di ridurre senza preavviso l’importazione di rifiuti dall’estero. Ed ecco che l’export di carta dall’Europa si è drasticamente dimezzato, passando da 30 a 12 milioni di tonnellate l’anno. Il valore della carta straccia, che ormai rasenta il ridicolo, ha fatto saltare la filiera del riciclo in tutta la Svizzera, a riprova di come il mercato globale risenta anche del più banale raffreddore e di quanto poco ci voglia per mandarlo in crisi. Anche riciclare la carta, una pratica consolidata e a cui eravamo abituati ormai da diversi decenni, non è affatto un’abitudine da dare per scontata. Ancora meno in un periodo di cosiddetta “onda verde”.

A dover fare i conti con l’attuale situazione di stallo, non ci sono solo le aziende attive nel riciclaggio, ma anche i comuni che sulla raccolta della carta ricevevano dei rimborsi. E se Lugano e Bellinzona incasseranno meno soldi, altri piccoli comuni ticinesi saranno addirittura costretti a pagare di tasca loro per poter smaltire la carta accumulata. Ma non solo in Svizzera si vive questa paralisi con le cartiere che non riescono a seguire i ritmi della raccolta e un mercato del riciclo ormai collassato al punto che, ad oggi, non deve fare i conti solo con il crollo dei prezzi ma anche con il rischio della perdita di migliaia di posti di lavoro.

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