Un fantasma radioattivo sull’Olimpiade

Pubblicità

Di

Le prossime Olimpiadi, in programma per questa estate, si svolgeranno in Giappone. A Tokyo. La capitale giapponese, con l’orgoglio tipico del popolo nipponico, ospiterà la sua seconda Olimpiade dopo quella del 1964. I preparativi fervono, ma a fare notizia non è l’operosità con cui ci si avvicina al giorno dell’apertura ufficiale che avverrà il 24 di luglio 2020. A far parlare è casomai un fantasma che aleggia sugli imminenti giochi. Secondo i dati diffusi da Greenpeace Giappone, nel J-Village, da dove partirà la staffetta con la torcia olimpica, sono stati registrati valori 1.775 volte superiori di quelli precedenti al disastro nucleare avvenuto otto anni fa a Fukushima.

Picchi anomali di radioattività sono stati registrati nel complesso che vedrà la partenza dei tedofori con la torcia olimpica, situato proprio nella prefettura di Fukushima. Ecco chiarito il perché, sulla scorta dei dati raccolti da Greenpeace Giappone, la stessa organizzazione ambientalista abbia chiesto di meglio proteggere la sicurezza del pubblico, esigendo da parte del governo indagini più approfondite sul livello di radioattività delle aree all’interno e intorno al J-Village e nelle vicine sedi olimpiche e paraolimpiche.

Ovviamente, il polverone sollevato da Greenpeace Giappone, con le lettere inviate anche al presidente del Comitato Olimpico Internazionale, così come pure ai presidenti del Comitato Paraolimpico, dimostrano che rispetto ai cosiddetti “punti caldi” – luoghi a rischio per la salute umana considerando l’alto tasso di radioattività ancora presente nel terreno – non bisogna mai abbassare la guarda. Ecco perché sarà necessario condurre regolari controlli per monitorare la possibile ricontaminazione delle aree aperte a tutti coloro che seguiranno i giochi in loco e dal vivo.

E per essere certi che le operazioni vengano svolte davvero, Greenpeace ha promesso che tornerà al J-Village per misurare nuovamente i livelli di radioattività. Perché due occhi sono meglio di uno. “Esiste il rischio che forti piogge diffondano questi livelli più elevati di contaminazione sulle strade pubbliche e possano così ricontaminare le aree già decontaminate”, ha infatti dichiarato Shaun Burnie, senior nuclear specialist di Greenpeace Germania e leader del team di radioprotezione dell’organizzazione ambientalista.

“Questo potrebbe in parte annullare i precedenti sforzi di decontaminazione delle aree aperte al pubblico nel J-Village – ha aggiunto Shaun Burnie – Dalle nostre valutazioni è però improbabile che i picchi di radioattività di livelli così elevati siano riemersi dalla ricontaminazione successiva alle attività di decontaminazione. Casomai è più logico pensare che la decontaminazione non sia stata condotta in modo sufficiente e approfondito.” Per la serie: Giappone avvisato, mezzo decontaminato.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!