Appunti di viaggio in Kenya – Pt. 3

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Terza parte del viaggio in quattro tappe alla scoperta dell’Africa – e del Kenya in particolare – insieme a una volontaria dell’associazione Amici del Kenya. Un’associazione ticinese che opera sul territorio africano dal 2007, le cui attività di volontariato si concentrano sulla costa meridionale del Kenya con molteplici progetti che ruotano attorno all’educazione, il micro-credito (per aiutare le ragazze madri) e la costruzione di pozzi.

Eccomi ragazzi, con quello che temo sarà il mio ultimo report.

Vi dicevo di ieri sera. Siamo partiti per il safari notturno. Sei temerari accompagnati da un ranger armato di una potente torcia. Già appena fuori dal resort sentiamo ruggire un leone che è a caccia e chiama rinforzi. In mezzo all’erba alta vediamo moltissime paia di occhi. Chi si nasconde per arrivare a domani e chi cerca chi si nasconde. Una quotidiana lotta per la sopravvivenza. Giriamo per circa due ore sentendo più che vedendo, anche se incrociamo gli occhi di almeno un leone e di parecchie antilopi.

Poi all’improvviso sul terreno battuto l’incontro che temevo e speravo: una grossissima vipera soffiante, ovviamente dal morso mortale. Il corpo è tozzo e la testa, contenente le ghiandole velenifere, è grande, con i denti veleniferi che arrivano fino a quattro centimetri di lunghezza. La sua lunghezza massima di questo serpente può essere di quasi due metri. Visto che con la sua colorazione poco vistosa si mimetizza facilmente, può venire calpestata per sbaglio e un suo morso può uccidere un uomo adulto. Brividi a non finire. Stava finendo di digerire il malcapitato di turno e quindi se la prendeva comoda impedendoci il passaggio. Abbiamo dovuto aspettare che la signora finisse il pasto. Di colpo ecco sbucare dalla folta erba un ignaro e coniglio bellissimo. Lei di colpo smette di ingoiare, apre le fauci e soffia e si muove cercando di prenderlo di sorpresa. Inizio a pregare che lui se ne accorga ma il coniglio rimane lì a fissarci senza rendersi conto del pericolo. Poi, di colpo, le mie preghiere funzionano e con quattro balzi se ne va lasciando la vipera con un palmo di naso. Comunque aveva già ben mangiato e lui sarebbe stato solo il dessert.

Ancora un po’ scossi continuiamo a cercare, sotto un cielo che è impossibile da descrivere. Le stelle ti avvolgono letteralmente ed è una comunione totale tra noi e il cosmo intero.

Proprio quando decidiamo di arrenderci, tornando al resort, sulla strada davanti a noi, appare improvvisamente una magnifica leonessa che cerca il suo compagno. Non fa una piega, anzi sembra essere lei a guidare noi e, di tanto in tanto, si volta a guardare se la seguiamo. Davanti al resort le nostre strade si dividono ma è stata un’emozione che difficilmente dimenticheremo. E poi come se non bastasse, ecco la seconda vipera soffiante, questa volta al lato della Jeep, molto più lunga della prima che avevamo avuto la fortuna di vedere. Per un attimo ho il timore che la mia paura ancestrale per i serpenti si rifaccia viva di notte, perché un incontro, anzi due, così, potrebbero essere davvero troppi. Invece niente. Dormo sonni tranquilli.

Stamattina ultima uscita alle 6.30 e subito ci tocca un incontro straordinario così come ormai questo safari ci ha abituato ad avere. Un povero coniglio è stato schiacciato o da una Jeep o da un elefante e ci fermiamo per controllare che ecco con un balzo arriva un magnifico ghepardo, si piazza proprio di fronte alla Jeep e con uno sguardo di sfida, è proprio a un metro da noi, lo afferra e se ne va poco lontano a banchettare con un amico. Che dire? Meglio di così non poteva finire. Ghepardi, famiglie di leoni, la leonessa sdraiata sul ciglio della strada che è rimasta a fissarmi per mezz’ora, al punto che avrei potuto tranquillamente toccarla allungando il braccio. Quella leonessa mi è entrata nel cuore e negli occhi come simbolo di questo viaggio. E poi il galoppo di due giraffe di cui una incinta, due vipere i bufali, i coccodrilli e gli struzzi. In una parola: TUTTO! Qualcosa d’irripetibile perché, anche a detta della guida, vederne così tanti di animai in un unico safari non è mai successo nemmeno a lui che però non sapeva di avere a bordo la reincarnazione di San Francesco.

Ci vorranno mesi per metabolizzare questo viaggio e credo sia vero che puoi lasciare l’Africa ma l’Africa non lascerà mai te.

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