Avere una casa, essere a casa

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Che cosa significa abitare? L’etimologia fa derivare questa parola dal latino habitàre, che vuol dire, innanzitutto, avere continuamente o ripetutamente qualcosa, avere consuetudine in un luogo. Avere o abitare una casa corrisponde quindi al poter disporre di uno spazio proprio in modo duraturo e costante, dove poter svolgere una parte della propria vita quotidiana.

Abitare vuol anche dire potersi sentire a casa, essere a casa, forse persino indipendentemente dalla regione o dalla città in cui si vive. Penso soprattutto a quelle persone che, per motivi personali o professionali, si trovano nella condizione di dover cambiare domicilio e anche a coloro che una casa l’avevano già in un altro Paese o in un’altra parte del mondo.

Trovare una casa e viverci è un bisogno primario di tutti i cittadini, indipendentemente dalle fasce sociali: è un diritto che deve essere garantito a tutte e tutti.

Si tratta di un obiettivo sancito dalla nostra Costituzione federale, che prevede che “ognuno possa trovare, per se stesso e per la sua famiglia, un’abitazione adeguata e a condizioni sopportabili” ed è quindi giusto essere conseguenti!

Ma cosa significa sopportabile e accessibile, nella realtà concreta delle persone e delle famiglie? Significa, in primo luogo, sostenibile economicamente! Va da sé che per raggiungere questo obiettivo bisogna mettere a disposizione alloggi a pigione sostenibile per le fasce più vulnerabili della popolazione, ma anche per una classe media sempre più in difficoltà a far quadrare i bilanci mensili.

Si definisce alloggio a pigione sostenibile o moderata un’abitazione il cui canone copre solo i costi effettivi del proprietario e che sia libera da speculazioni e obiettivi speculativi. Nel nostro cantone la garanzia a lungo termine di un numero sufficiente di alloggi a pigione moderata o sostenibile non esiste, poiché la maggior parte degli alloggi è in mano privata e quindi soggetta a speculazione.

Nello specifico, nel comune di Bellinzona – secondo i dati del censimento federale sulle abitazioni vuote – il tasso di abitazioni sfitte è aumentato dall’1,97% del 2018 al 2,71% del 2019. Sarebbe quindi assolutamente incomprensibile e paradossale non accettare l’iniziativa “Più abitazioni a prezzi accessibili” che, in una delle sue richieste principali, esige “almeno il 10 per cento di abitazioni a prezzi accessibili sulle nuove edificazioni (di proprietà delle cooperative o di altri enti di utilità pubblica)”.

Uno dei pregi di questa iniziativa, che introdurrà l’obbligo di creare il 10% di abitazioni a prezzi accessibili in rapporto alle nuove costruzioni, è che queste tipologie di spazi abitativi, opportunamente, non si concentreranno solo in alcuni quartieri determinati, ma andranno a permeare l’intero tessuto urbano, evitando il perverso effetto della ghettizzazione sociale.

Votare Sì il 9 febbraio a questa iniziativa è un dovere morale di tutti i cittadini e di tutte le cittadine, in favore di tutta la popolazione e della collettività.

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