Campione d’Italia, triste svolta

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L’enclave sul lago Ceresio, quel luogo un po’diverso che sapeva d’Italia, caro ai nottambuli ticinesi che ci venivano a mangiare un boccone anche alle due di notte, iniziò a spegnersi sin dal 27 luglio 2018 con la chiusura, per fallimento, del Casinò municipale. Pian piano chiusero i battenti i primi esercizi pubblici, le scuole, i negozi poiché l’economia ruotava attorno alla casa da gioco. Dal 1 gennaio con l’inserimento dell’enclave nello spazio UE, Campione d’Italia è ormai fisicamente separata dal Ticino da una dogana fisica. Triste svolta. Non ci voleva.

Una questione politica complessa

Noi però ci siamo chiesti come mai l’altra enclave straniera in terra elvetica, quella tedesca di Büsingen sita per tre quarti nel cantone di Sciaffusa, il quarto restante tra i cantoni di Zurigo e Turgovia non avesse subito la stessa sorte di Campione. Da noi interpellata l’Amministrazione federale delle dogane (AFD) a Berna è stata piuttosto vaga: “La richiesta dell’UE valeva soltanto per Campione” ci ha risposto un funzionario dell’AFD, “non è mai stata questione di Büsingen” ha ammesso senza però sapere spiegarcene bene il motivo. Per ulteriori delucidazioni, il portavoce bernese ci ha rinviato all’addetta stampa dell’AFD in Ticino, la collega Nadia Passalacqua: “Si tratta di una questione politica complessa di cui si occupa il dipartimento federale degli affari esteri che ho sollecitato” ci ha dichiarato, aggiungendo che doveva per forza rispettare l’iter burocratico e attendere la risposta formale del DFAE.

Per capire un po’ meglio abbiamo contattato un avvocato specializzato nel diritto internazionale che ci ha detto: “È semplice, Campione d’Italia è tornata nello spazio UE perché l’Italia ne ha fatto domanda mentre non è stato il caso per Büsingen. Se il casinò non fosse fallito, Roma non avrebbe preteso il ritorno dell’enclave nel suo regime doganale, si è trattato di una mossa finanziaria.”

L’enclave di Büsingen, un caso a sé

Detto ciò lo status dell’enclave germanica in Svizzera tedesca non è comunque paragonabile a quello di Campione d’Italia

Su una superficie di 7,60 km2 e con 1400 abitanti di cui 40% di svizzeri, l’enclave tedesca di Büsingen appartiene al distretto di Friburgo in Brisgovia, nel Land del Baden-Württenberg ed è una zona essenzialmente agricola. Nel 1918 un referendum propose agli abitanti un’annessione alla Svizzera che fu accettata dal 96% della popolazione dell’enclave, ma rifiutata dalla Confederazione. Oggi, in seguito ad un trattato firmato nel 1964, l’amministrazione territoriale di Büsingen è regolata sia dalla Germania che dalla Svizzera – come è stato il caso di Campione fino al 31 dicembre scorso – i casi urgenti sono affidati ad entrambe le polizie e i problemi doganali competono a tutti e due i Paesi.

Intanto a Campione d’Italia, l’aria che tira non lascia presagire un futuro roseo. All’indomani dell’installazione del posto doganale, siamo andati a fare un giro nell’enclave. Vedere le guardie di confine laddove si transitava semplicemente sotto il bell’arco di marmo bianco è stato un tuffo al cuore, un vero choc. Poca gente per strada, in quelle vie già svuotate dalla chiusura della casa da gioco un anno e mezzo or sono, poca gente anche sulla piazza antistante l’enorme edificio firmato da Mario Botta e che porta già i segni di abbandono – strisce scure sulla facciata di marmo giallo, un’aria sconnessa e desolata – poca gente anche sul lungolago dove alcuni locali pubblici hanno già chiuso i battenti.

“Qua mi sento soffocare”

“Da quando hanno messo la dogana, io qua mi sento soffocare, come se fossi sequestrato” ci dice un uomo di mezz’età che a Campione ci vive da sempre, “a questo punto tanto varrebbe vivere davvero in Italia, o meglio in Svizzera, ma io qua ho la casa e adesso che il casinò è chiuso e che qua non vi è più vita, chi me la comprerebbe se volessi andarmene? Speriamo soltanto che il casinò riapra, ma sarà difficile ormai, gli svizzeri giocano a Lugano e quale giocatore italiano varcherebbe due dogane per venire a giocare a Campione?”

Il 30 dicembre le autorità campionesi hanno convocato la popolazione dell’enclave per rassicurarla sul fatto che l’entrata di Campione nello stato doganale dell’UE non avrà grandi ripercussioni sulla loro quotidianità. In pratica però la posta svizzera ha già lasciato il territorio, gli automobilisti campionesi hanno un anno di tempo per cambiare l’immatricolazione dei loro veicoli e modificare tutti i loro contratti assicurativi. “La nostra vita pratica cambierà radicalmente checché ne dicano i nostri governanti” ci dice il nostro interlocutore, “la chiusura del casinò è stato un duro colpo, ora la chiusura fisica con la dogana che ci separa dal Ticino, questa svolta non ci voleva, chissà che fine farà Campione” conclude amareggiato.

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