Giornalismo trash: trova le differenze

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Che il Giornale e Libero, in Italia, siano poco peggio del Mattino della Domenica è acclarato. Il Mattino, anche se crudo, non arriva, perlomeno negli ultimi anni, a produrre certe copertine agghiaccianti come questi due campioni del giornalismo destrorso e sovranista italiano.

Un esempio abbastanza triste di come lavorano i due quotidiani gira in Rete in questi giorni, ed è legato al terribile incidente avvenuto il 4 gennaio in provincia di Bolzano, dove un ventottenne della regione ha falciato dei turisti tedeschi che scendevano da un pullman uccidendone sette e ferendone una decina. Ma passiamo alla titolazione di Libero e del Giornale.

Le stragi della strada

Il 3 gennaio, il giorno prima dell’incidente di Bolzano, un autista marocchino investe una ventitreenne uccidendola, l’uomo risulta positivo al test dell’alcolemia. Quali sono i titoli? Per il Giornale: “Uccisa in auto da un Marocchino Ubriaco”. Ancora più delicato Libero: “Africano sbronzo uccide 23enne. E non lo arrestano.”.

Il 4 gennaio, il giorno dopo c’è la strage di Bolzano. Il Giornale titola: “Alcol assassino, sei morti sulla strada” (un ulteriore vittima sarebbe deceduta dopo un paio di giorni NdR)

Libero invece. “Ubriaco al volante fa strage di turisti tedeschi”.

Di colpo, a poche ore di distanza tra un incidente e l’altro, la nazionalità non è più necessaria e i toni si smorzano. Non importa più l’etnia dell’uccisore, che invece nel primo caso viene rimarcata, usando anche dei toni volutamente più crudi. Da una parte abbiamo la persona “Africano assassino” e dall’altra invece con sette morti sul selciato si deresponsabilizza con “alcol assassino”. Come a dire che la prima volta il colpevole è l’extracomunitario e la seconda l’alcol.

Questo tipo di narrazione fomenta l’odio. Lo fa anche il Mattino, rimarcando ogni crimine compiuto da stranieri e omettendo o passando in sordina quando a commettere il reato sono autoctoni. Questo agire non fa un favore al Paese. Fomenta rabbia, frustrazione, divisioni, crea una percezione distorta della realtà, come in Italia, dove è spaventosamente diversa la sensazione di sicurezza rispetto alla sicurezza reale. La gente vive in una paura indotta, anche se la criminalità scende da anni (leggi qui sotto)

Inutile dire che entrambi gli incidenti sono tragedie, sia per le vittime che per i carnefici annebbiati dall’alcool, ma l’ingiustizia è nell’additare una categoria dando ad intendere che la colpevolezza sia ovvia e che comprenda tutta un’etnia. Perché è qusto che si suggerisce senza tanto girarci in giro.

Alla fine rimane solo la tristezza nel vedere a che livelli tragici è arrivato il giornalismo, al punto da farci rimpiangere i TG di Emilio Fede.

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