I soliti sospetti sul coronavirus

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Mentre a livello globale crescono la tensione e le preoccupazioni per il misterioso virus conosciuto come coronavirus 2019-nCoV, che dalla Cina si sta diffondendo in tutto il Sud Est asiatico provocando in chi lo contrae una polmonite di origine virale, in Occidente, proprio com’era successo con altri allarmi di ordine sanitario lanciati in passato, si moltiplicano – sui social e non solo – le teorie più strampalate e assurde riguardo alla sua origine.

Partito dalla Cina “con furore”, dalla città di Wuhan, questo nuovo virus già soprannominato come la nuova Sars perché molto simile a quello che a partire dal 2003 fece settecento e più morti, si sta propagando a macchia d’olio e finora ha già fatto registrare una decina di decessi e contagiato oltre quattrocento persone. Di più, la sua diffusione ha ormai i contorni di un affare internazionale. Stando poi a quel che ci dicono gli scienziati, il virus sarebbe passato da un animale a un uomo adattandosi una volta all’interno del nuovo ospite. E adesso è ormai diventato un virus umano a tutti gli effetti.

Febbre, tosse, raffreddore, mal di gola e un pesante affaticamento polmonare. Sono questi i sintomi iniziali, peraltro molto simili a quelli di una banale influenza. Quello che accomuna tutti i pazienti affetti da questo virus è il fatto di essere stati, nei giorni precedenti allo scoppio dell’epidemia, al mercato del pesce di Wuhan, un mercato locale come tanti dove, cosa molto frequente in quell’area geografica, animali come conigli, serpenti e altre specie selvatiche sono tenuti in gabbia e venduti vivi.

Tra le teorie, senza capo né coda che proliferano sul web, c’è innanzitutto quella che tira in ballo le case farmaceutiche. Il coronavirus farebbe parte di un grande complotto. Di una strategia di marketing per cui, la Novartis o la Roche di turno, avrebbero liberato il virus per poi vendere a carissimo prezzo il loro vaccino. Un virus creato ad arte per poter favorire i loschi interessi di chi non potrà che guadagnarci sull’innesco di una pandemia. C’è poi chi ha le prove che il coronavirus sarebbe in realtà un fine attacco militare di natura biologica, provocato per decimare la popolazione cinese.

A proposito di guadagni, fatti speculando sulla paura, c’è addirittura chi promuove una dieta capace di prevenire il contagio. Una dieta a base d’integratori, spezie e altre sostanze che – senza nessuno straccio di base scientifica – sarebbero in grado di proteggerci dal virus. Una convinzione potenzialmente molto pericolosa, se pensiamo ai comportamenti che questa cosa potrebbe legittimare. A partire dal non mettere in pratica i consigli utili a evitare il contagio, ritenendo inopportuno rivolgersi ai medici perché adottando la giusta dieta non c’è alcun bisogno di preoccuparsi.

Insomma, manco fosse la manna caduta dal cielo, le notizie e i dettagli dell’ultima ora riguardo al virus ormai si sprecano. Non c’è giornale o portale che non stia battendo su questo chiodo. Tra le notizie più recenti quella che, partendo dal corredo genetico del coronavirus, si è scoperta una corrispondenza con due serpenti. Il cobra cinese e il bungaro fasciato, o bungaro di Taiwan. Ovviamente la cosa è ancora parecchio dibattuta e non cambia di una virgola il nocciolo della questione.

Sono anni ormai che, a San Francisco come a Los Angeles, tutti s’aspettano l’arrivo del Big One, del terremoto dei terremoti. Di quello che sarà ricordato come l’unico e memorabile per la sua devastante intensità distruttrice. Stessa cosa accadrà con la prossima grande pandemia. A ripetercelo da tempo è l’OMS. Siamo troppi, siamo tanti. E – teorie stravaganti a parte – non è una questione di se, ma solo di quando.

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