La pasta coi broccoli e la vita

Di

Erano gli anni ’80. Fumavamo e bevevamo tutti, che se non lo facevi venivi guardato più in cagnesco di un membro dell’Isis. Anche per quello eravamo in giro sempre senza soldi.

Ricordo però con enorme affetto il mio incontro coi broccoli, compiacenti o meno, protagonisti di una ricetta che ciclicamente io e il mio amico Michele ci cucinavamo nel suo monolocale. Eravamo ala CSIA, la scuola d’arte, saremmo diventati grafici, decoratori, arredatori, artisti. E quel monolocale era la cornice misera ma ideale di una vita dedicata ai sogni.

Oddio, monolocale, se cucinavi sulle due piastrine elettriche contro muro, uno doveva stare seduto sul letto perché in due in piedi non ci stavamo. Ci sono celle ad Abu Ghraib che sono state di certo più spaziose. Ma noi eravamo felici, anche perché io ero alla casa dello studente e lì la mensa era agghiacciante, mica come oggi che ci sono 4 menù con la vellutatina di barbabietola e farro biologico. No, lì si serviva pasta e carne, carne e pasta (al sugo). La pasta scotta e la carne sotto forma di fettine alte 6 millimetri, dure come scarpe e dal vago sentore di pesce dovuto all’olio esausto.

Ma torniamo nel monolocale, 20 metri scarsi. Io e Michele andavamo al supermercato e in seguito a una colletta che di solito fruttava al massimo una decina di franchi, facevamo la spesa. Ci piaceva il pesce, ma con quel budget non andavi lontano, e allora la ricetta perfetta era broccoli e gamberetti al pomodoro. Dio, quanto ho amato quel piatto. Di solito ci trovavamo di mercoledì, un po’ perché era in mezzo alla settimana, un po’ perché il giovedì non avremmo avuto più un franco. Era un rituale, l’acquisto, lo sfrigolare dell’aglio in padella, l’affettatura del broccolo, l’aggiunta della passata. E quando in quel cubicolo infame si sprigionava l’odore dell’intingolo era magia pura, magia con un po’ di peperoncino. Forse sono stati i più bei momenti culinari della mia vita. Perché eravamo giovani, sciocchi, miseri ma felici. Perché quel monolocale dove si respirava aria di indipendenza era in fondo come un castello. Ok, un castello che se aprivi la porta del cesso l’altro doveva uscire dall’appartamento ma pace. Eravamo noi due, transfughi, io dal Locarnese, lui dal Grigioni. Gli altri tornavano a casa la sera, noi in convitto forzato ci sostenevamo come prigionieri all’Isola del Diavolo, amando ogni piccolo regalo che strappavamo al tedio della routine.

Poi Michele è finito a Londra, ha aperto uno studio ed è diventato famoso. Io ho fatto la mia strada, tra satira e giornalismo.

Mi piace pensare che in quegli attimi immoti nel tempo, nel monolocale in un anonimo palazzone luganese, mangiando pasta con broccoli e gamberetti, abbiamo fatto la storia. Una storia che attraverso immagini, risate e parole ha toccato la vita di molte persone.
Ognuno di noi fa la storia, quando meno se lo aspetta, spesso senza rendersene conto. Perché siamo noi, voi, loro a fare la storia. Noi siamo la storia. E quando ti volti e guardi indietro e trovi attimi così saporiti e luminosi…ecco, forse ne è valsa la pena, forse le nostre vite hanno incrociato quelle di altri e tessuto un ordito che è quello che siamo oggi. Non dimenticate mai le cose belle, non scordate gli attimi di fulgore e furore, non lasciate cadere nell’oblio istanti di amore e struggimento. Sono questi che ci rendono quello che siamo. Vivi, cazzo. Siamo vivi.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!