L’armata Brancaleone dello spazio

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La Space Force di Donald Trump è appena nata (leggi qui). Eppure, stando ai commenti ironici riscossi finora sui social, non sembra essere nata sotto una buona stella. A essere stati derisi ci sono sia l’uniforme che il contrassegno scelti. “Dopo la consultazione con i nostri Grandi Leader Militari, esperti di design e altre figure, sono felice di presentare il nuovo logo per la United States Space Force, la Sesta Branca delle nostre magnifiche forze armate!”. È questo ciò che Trump, con il petto gonfio d’orgoglio, ha twittato qualche giorno fa presentando il contrassegno cucito sulle tute dell’esercito spaziale.

Tute che, a molti, proprio come l’idea di esercito – e di un’armata spaziale – sono sembrate francamente fuori luogo. Soprattutto perché le divise in questione, le uniformi scelte, hanno gli stessi colori delle tute mimetiche di terra. Quel miscuglio di verde e marrone che poco c’azzecca con lo spazio. Gli stilisti interpellati, le grandi menti che hanno lavorato alla creazione di una linea d’abbigliamento spaziale sono purtroppo rimasti con i piedi ben piantati per terra. Immaginiamo, facendo arrabbiare e non poco Donald il megalomane che due anni fa aveva presentato l’ultimo ramo nato con parole pesanti e solenni.

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Voglio rendere l’America di nuovo prima anche fra le stelle”, aveva detto Trump. Così dopo aviazione, esercito, marina, guardia costiera e marines, la geniale idea di pel di carota è stata quella di dotare gli Stati Uniti di una forza militare spaziale. “Il presidente Trump è impegnato a preparare gli Stati Uniti al prossimo campo di battaglia, dove i migliori e i più coraggiosi saranno chiamati a impedire e sconfiggere una nuova generazione di minacce al nostro popolo e alla nostra nazione”, aveva dichiarato in seguito, il vice presidente Mike Pence, al Pentagono.

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Sì, un’armata Brancaleone con divise pensate per camuffarsi tra piante e prati verdi che, come tutti sappiamo, abbondano nello spazio. Bastava pensare a una bella divisa tutta nera visto che, come c’insegna la moda, il nero va davvero con tutto e non si sarebbe corso il rischio di far sembrare il neonato esercito una gran pagliacciata. A rincarare la dose c’è stato poi proprio il logo scelto che, guarda caso, è una palese e plateale scopiazzatura di un altro logo. Quale? Quello della serie di fantascienza Star Trek. E tra i commenti al vetriolo e le prese per i fondelli non è mancato neppure quello di George Takei, interprete del celeberrimo Mr Sulu della serie tivù, che scherzosamente ha chiesto a Trump i diritti per l’utilizzo del logo.

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