L’arroganza del mega-resort

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Martedì sera, al Palacinema di Locarno, si è consumato l’ennesimo capitolo di una triste vicenda che vede da qualche tempo contrapposti la tracotanza e lo strapotere economico della Aedartis AG, promotrice del maxi-resort “Borgo Miranda”, e gli abitanti di Brè e Locarno contrari allo scempio edilizio che il progetto pensato per una cerchia ristretta di multimilionari stranieri, avrebbe sul Monte Brè e Cardada. La serata di presentazione, in pratica, è stata un clamoroso fiasco, punteggiata da numerose gaffe e risposte-non-risposte che, se possibile, hanno ancor di più rafforzato la convinzione di chi è fermamente contrario al progetto.

Tra i più schierati e attivi nella salvaguardia del patrimonio naturalistico e paesaggistico della regione ci sono i membri dell’associazione Salva Monte Brè che, senza troppi giri di parole, hanno raccolto in un comunicato le loro riflessioni riguardo all’incontro pubblico di pochi giorni fa che ha messo in luce tutte le magagne di un progetto, tanto squallido, quanto faraonico. “L’entità della loro arroganza – si legge sul sito web salvabre.ch – è ormai chiara. Questa non è più un’accusa o un’impressione, ma un fatto. Piuttosto di rinunciare all’opacità che ha prevalso fin dall’inizio, hanno rafforzato i dubbi su di loro.”

Come testimonia il video della serata pubblicato dall’associazione (guarda qui“i promotori si sono rifiutati di rispondere alle domande essenziali, quelle che noi stessi poniamo da più di un anno e che il pubblico ha ripetuto ieri: e la strada, durante e dopo la costruzione? E la fornitura di acqua per l’hotel, i due ristoranti e la spa? O l’uso dell’elicottero? A queste domande, del tutto assenti dalla loro presentazione, è stato risposto in un solo modo: ‘nessun commento’ o ‘non lo sappiamo ancora’ o ‘è un dettaglio che non importa’.”

Un muro di gomma che non ha dimostrato di avere alcun dubbio riguardo all’obiettivo finale, nemmeno di fronte alla questione legata alla zona di pianificazione che non prevede certo l’ennesima colata di cemento ad uso e consumo di pochi eletti. Una questione ben chiara anche al sindaco di Locarno Alain Scherrer. Ma la vera ciliegina della serata al Palacinema è stata l’intervento del gran capo, del CEO di Aedartis AG, che al pubblico presente si è rivolto in tedesco, sollevando l’ilarità e il fastidio di chi era in sala ad ascoltare i buoni propositi dei promotori.

“Quando gli è stato chiesto, dato che la parola ‘integrazione’ è stata ripetuta più volte, perché non hanno fatto la loro presentazione in italiano (anche se hanno personale che parla italiano), il CEO ha risposto che parla già sei lingue e che non ci si può aspettare che sappia l’italiano. Come evidentemente non sapeva l’italiano chi ha realizzato le slide per la presentazione, che malgrado le poche parole usate è apparsa colma di errori ortografici.” Così, osserva il comitato Salva Monte Brè, “quello che doveva essere un esercizio di seduzione e di ribaltamento di opinione si è trasformato in un fiasco monumentale per i promotori”.

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