Le Chiese evangeliche e Bolsonaro

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Quest’anno Jair Bolsonaro non è presente al World Economic Forum di Davos dove è giunto ieri mattina il suo grande amico Trump. Pochi giorni dopo aver licenziato il suo ministro della cultura Roberto Alvim, colpevole di avere parafrasato un discorso del nazista Joseph Goebbels in un suo incauto discorso, il presidente brasiliano ha altre priorità. Soprattutto quella di consolidare la sua posizione di leader dell’immenso paese latinoamericano. E lo aiutano sempre più le potenti Chiese evangeliche che in quell’appoggio incondizionato trovano un tornaconto milionario. 

Lo avevamo scritto alcune settimane fa intervistando Boris Cavadini, un ticinese di ritorno da Rio de Janeiro dove ha vissuto alcuni anni assieme alla moglie brasiliana, l’ascesa al potere dell’attuale presidente brasiliano Jair Bolsonaro è stata enormemente facilitata dalle comunità evangeliche in patria e in esilio. In particolar modo dai Neo Pentecostali del Ticino, essendo anche Bolsonaro, in carica da ormai un anno, di confessione pentecostale.

La stampa brasiliana lo ha ricordato in questi giorni: le Chiese evangeliche si sono impegnate nella raccolta di firme in favore del partito del presidente in carica. E quest’appoggio incondizionato per mantenere al potere un governo che ha promesso molto, ma che finora ha mantenuto ben poco – il Brasile è in testa ai Paesi con il più alto tasso di criminalità al mondo, la povertà è dilagante, gli incendi hanno devastato la foresta amazzonica da dove gli indigeni vengono cacciati via senza nessun rispetto per i loro diritti – si spiega con il tornaconto milionario che le maggiori Chiese evangeliche e pentecostali del Paese ne ricavano.

Le Chiese milionarie e i loro pastori

Stando a certe recenti statistiche che pubblicano i nomi delle chiese e dei loro pastori, le fortune accumulate sono ingenti e tutte esente tasse. Sono così citate “La Chiesa universale del Regno di Dio” con alla sua guida il ministro del culto Edir Maceto che dichiara una fortuna di due miliardi di real (più di 400 milioni di euro), e via dicendo “La Chiesa mondiale del potere di Dio” condotta da Valdemiro Santiago (22 milioni di real), seguita dall’”Assemblea di Dio” di Silas Mafafaia con 150 milioni di real, dalla “Chiesa Internazionale della Grazia di Dio” del pastore R.R Soares con 125 milioni e a chiudere la marcia di questa classifica dorata, la “Chiesa Rinascere” di Estevam e Sonia Hernandes con “soli”, si fa per dire, 65 milioni di real. Queste Chiese e i loro ministri continueranno ad essere sostenute dal governo e ad ottenere ogni sorta di agevolazione fiscale, a patto ben inteso che si mantenga alla testa del Paese, il loro “fratello in fede”, il buon Jair Bolsonaro dal limpido passato.

Un calcolo di mera convenienza politica

Ricordiamo, a mo’ di aneddoto e per fare capire che tipo di opportunista è l’ex militare diventato presidente del Brasile che Jair Bolsonaro è nato cattolico e lo è stato praticamente tutta la sua vita poiché è soltanto nel 2016 che si è convertito alla religione evangelica. Con rito pentecostale è stato battezzato in Israele, nelle acque del fiume Giordano, da un pastore di quella confessione formalizzando così la sua vicinanza al movimento neopentecostale. Tutto sommato un calcolo ben orchestrato il suo, un calcolo di mera convenienza politica!

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