L’energia pulita, tesoro del Sahara

Di

Il Sahara è il più grande deserto al mondo. Quasi interamente disabitato, è vicino all’Europa e al Medio oriente, regioni del Pianeta che hanno un’elevata e crescente sete di energia. Se il deserto africano fosse un paese, sarebbe il quinto più grande al mondo. Più grande del Brasile e leggermente più piccolo della Cina e degli Stati Uniti.

Ecco perché un gruppo di ricerca facente capo all’Università del Maryland, lo scorso anno ha pubblicato uno studio su Science che ipotizza di coprire con pannelli fotovoltaici e impianti eolici, una parte del Sahara. Fruttando così l’energia catturata sia dal sole che dal vento, in un luogo peraltro inospitale per la maggior parte delle piante e degli animali.

Nel modello abbozzato dai ricercatori, è stata considerata una superficie vasta poco più di 9 milioni di chilometri quadrati che include anche la vicina regione del Sahel. Grazie ai parchi eolici e solari previsti su quest’area si potrebbero produrre più di 80 terawatt di energia. In pratica ben più di quanta è stata finora la domanda globale pari a 18 terawatt appena.

La scelta del deserto del Sahara non è stata casuale, nella ricerca di una vasta regione da studiare attraverso dei modelli matematici. Coprire parte della sua superficie con pannelli solari e impianti eolici potrebbe addirittura mutare in meglio il clima locale e favorirne lo sviluppo agricolo ed economico. Secondo lo studio le precipitazioni potrebbero aumentare del 50%.

Limitare il surriscaldamento globale contenendo l’aumento al di sotto dei 2 °C, secondo gli accordi di Parigi, è un obiettivo necessario per non rischiare di trasformare la Terra in un vero inferno, arido e inospitale. In pratica in un deserto. Ed è esattamente pe questa ragione che è necessario compiere importanti sforzi a livello globale per diminuire l’utilizzo dell’energia fossile incentivando lo sviluppo di quella rinnovabile.

Come? In aiuto potrebbe venirci proprio un deserto come quello del Sahara. Una soluzione che aspetta solo di essere colta. E tutto questo solo grazie alla luce del sole e alla forza del vento. Illimitate e gratuite. Insomma, rendere il deserto meno deserto porterebbe con sé benefici non solo locali, ma anche in termini di riduzione del riscaldamento globale.