Per chi timbra il cartellino

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Ora i funzionari federali possono timbrare il cartellino ancor prima di iniziare a lavorare. O meglio possono calcolare come orario di lavoro il tragitto casa-lavoro ed essere retribuiti a partire dall’inizio del viaggio.

Viaggio gratis, pagato e sereno

Mentre sui portali online imperversavano le polemiche sulla candelina profumata di Gwyneth Paltrow, lanciata sul mercato con l’ammiccante nome di “L’odore della mia vagina” – se v’interessano i particolari su tio.ch potrete soddisfare le vostre voglie piccanti – mi sono ricordata che non abbiamo ancora approfondito la notizia sui funzionari federali. Oltre a non dover pagare i trasporti pubblici, ora possono timbrare il cartellino appena mettono piede sul treno o su qualsiasi altro mezzo che li porterà dritti-dritti al lavoro. Si tratta di una nuova direttiva dell’Amministrazione federale entrata in vigore dal primo gennaio 2020. Dunque ancora fresca d’inchiostro.

E il restante 92% dove lo metto?

Prendendo in esame la totalità degli impiegati, quelli che possono contare come ore di lavoro anche le trasferte, sono in totale solo l’8%. Un po’ pochini. Il restante 92% si attacca al tram e se lo paga anche. Ora però, ai più fortunati, si aggiungono pure i 38’000 burocrati della Confederazione che potranno usufruire, oltre alle già numerose agevolazioni, anche di questa. E se prima la regola valeva solo in casi eccezionali, ora questi funzionari fortunati lo potranno fare sempre. Ma si sa, noi siamo solo invidiosi. Chi non vorrebbe viaggiare gratis sui mezzi di trasporto pubblici in lungo e in largo nell’intera Svizzera e anche essere pagato per farlo? Anzi, per incentivare l’uso dei trasporti pubblici, anche il resto degli impiegati meriterebbe di avere questa possibilità.

Impiegato oberato, già mezzo appagato

D’altronde con la mole di pratiche che si ritrovano a gestire a Palazzo Federale, i ritmi incessanti e gli orari disumani di lavoro, mi sembra anche giusto che possano godersi un sereno viaggio in treno. Così come forse dovrebbero poter fare tutti, anche il grand Cassis. Perché in treno passa l’amarezza e il divertimento è assicurato. Lui, invece, il buon Ignazio è l’uomo che per compiere anche solo 200 km, lo fa in aereo. Impiegandoci il doppio del tempo. Lui che ci lascia sempre a bocca aperta. E non per lo stupore. Lui, il Consigliere federale in carica appena rieletto a scapito dei Verdi.  Ma ci siamo mai chiesti perché lui prende un aereo invece di un treno, cosa che per noi sembra essere un rebus? Proviamo comunque a dare una risposta. Forse perché così sostiene l’aeroporto di Lugano. Preferisce prendersi il tempo per. Come a Icaro piace tantissimo volare. Non ha ancora fissato nella mente che c’è stata l’apertura della galleria di base del Gottardo.

Il fumo del tubo di scappamento

Alla fine, lasciando Cassis ai suoi Cassis, il 92% dei lavoratori, ossia quelli per cui non è possibile calcolare come lavorativo il tragitto che fanno ogni santo giorno per recarsi al lavoro, si sposta come può. E non gli verrà pagato nulla in più. Nessun cartellino da timbrare, nessun tempo da calcolare, nessuno sconto sulle ore in colonna che si dovrà smazzare. Nessun bonus per dover respirare i gas di scarico dell’auto che lo precede, nessuna agevolazione per l’attesa in caso di incidente. Nessuno che pagherà per il rischio che corri ogni volta che ti metti alla guida, né per il tempo che trascorri guardando i numeri della targa che ti precede. Non ti verrà pagato nulla. Ma, in fondo, non è colpa tua se alcune regole dettate dal buon senso, come l’incentivare l’uso dei mezzi pubblici o retribuire il tempo che impieghi per recarti al lavoro non è la normalità, ma un privilegio. E quindi, invidiare i funzionari pubblici non serve a nulla, casomai sarebbe bello che tutti noi potessimo avere lo stesso trattamento di favore. Alla faccia del Cassis.

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