Salva il rospo!

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Volontari all’azione in Ticino per salvare rospi, rane e tritoni dalle insidie della strada

Si sa che in Ticino il volontariato è molto praticato nelle case per anziani, nei centri sociali e ricreativi, negli ospedali o presso i vigili del fuoco. Forse però i volontari che si occupano di salvare gli anfibi dalle insidie della strada quando inizia il disgelo rientrano in una categoria un po’ meno nota. Sin da fine febbraio, inizio marzo, quando cala la notte, decine di persone si appostano sui cigli delle carreggiate di tutto il territorio cantonale per aiutare rospi, rane e tritoni ad attraversare incolumi.

“Azione salvataggio anfibi”

Capeggiati dal Centro di Coordinamento per la Protezione degli Anfibi e dei Rettili in Svizzera, il Karch, sostenuto dal cantone e dalla Confederazione, i volontari entrano in azione con le prime notti prive di gelo quando gli anfibi iniziano a svegliarsi dal loro lungo letargo invernale e sbucano a migliaia dai boschi e dal fogliame per dirigersi verso i luoghi di riproduzione, come informa martedì un comunicato del Dipartimento ticinese del territorio (DT).

Infatti sabato scorso, in collaborazione con WWF Svizzera italiana, il DT ha ospitato per la seconda volta la riunione biennale dei volontari “Azione salvataggio Anfibi”.  Come nel resto della Svizzera dove da 40 anni ormai vengono effettuate annualmente delle azioni di salvataggio da parte delle organizzazioni di protezione degli animali e della natura e ciò con il sostegno di comuni e uffici cantonali, anche in Ticino da circa 30 anni l’impegno di decine e decine di volontari di ogni età ha permesso di salvare, nel corso degli anni, migliaia di questi animaletti da una morte assicurata. 

8500 anfibi salvati nel 2019

La loro migrazione avviene al crepuscolo o di notte e può protrarsi su vari chilometri costringendo così queste specie, tra l’altro protette a livello federale, ad attraversare strade trafficate. Molti esemplari vengono quindi investiti ed è quasi sempre il rospo comune ad avere la peggio poiché il suo passo lento e la sua abitudine a migrare in gruppo possono provocare vere mattanze “con conseguente estinzione di intere popolazioni locali” precisa il Dipartimento del territorio.

Cosicché i volontari non si occupano soltanto di aiutare gli anfibi ad attraversare, mettendoli quindi al riparo, ma ne censiscono anche i passaggi ciò che ha permesso di valutare la portata delle migrazioni. Così nel 2019, sono stati 8500 gli anfibi salvati e segnalati al Dipartimento del territorio, “una cifra un po’ sopra la media degli ultimi anni” ci spiega Mirko Sulmoni, responsabile dell’Ufficio natura e paesaggio del DT. Laddove poi questo si è reso necessario, sono stati istallati sottopassi e barriere onde favorire la migrazione autonoma di questi animali.

Volontari con palette e secchielli

In Ticino i siti sorvegliati dai volontari sono una decina sulle 37 tratte stradali di transito degli anfibi iscritte al catasto cantonale e già poste in sicurezza, aggiunge Sulmoni. Ma concretamente, gli chiediamo, come avvengono queste azioni di salvataggio? “I volontari muniti di palette e secchielli pattugliano la tratta interessata lungo la quale sono state montate delle barriere mobili, intercettano gli anfibi che tentano di attraversare, li mettono al sicuro negli appositi secchielli e li portano dall’altra parte. Si tratta di un impegno faticoso e che richiede molta costanza” ammette Mirko Sulmoni che precisa che il lavoro dei volontari sul territorio ticinese è stimato in oltre 2000 ore all’anno.  

Detto ciò, salvare rospi, rane e tritoni con le proprie mani, al calar della notte, ai bordi di un bosco oscuro non è certo di tutti. E di fatti, il Centro di coordinamento per la protezione degli anfibi (Karch) è alla ricerca di volontari per i dieci siti che controlla sull’insieme del territorio cantonale. “In Ticino ne operano attualmente un centinaio” ci dice il coordinatore dei volontari, il biologo Tiziano Maddalena “ma abbiamo sempre bisogno di nuove leve poiché si tratta di un impegno che richiede una certa dosi di sacrificio, stare fuori al freddo o sotto la pioggia, di notte, in condizioni non sempre facili. Ma chi si presta a queste azioni di salvataggio, è cosciente di salvare la vita a questi animali protetti e così facendo permettere loro di riprodursi.”

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