Se non è polemica non è Sanremo

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Fra meno di una settimana si alzerà il sipario sul Festival di Sanremo, giunto alla sua settantesima edizione. Ma fra spartiti e strumenti, aleggia sul palcoscenico un vento di polemica. L’oggetto della discussione sono le donne e come esse vengano percepite dalla società.

In principio era scattato il caso politico, che aveva visto contrapposte due donne. Da una parte, la giornalista italo-palestinese Rula Jeberal, nota per le sue posizioni progressiste e per i suoi litigi in diretta tivù, chiamata in veste di presentatrice, dall’altra, nei panni di concorrente, la cantante italiana, ma naturalizzata svizzera, Rita Pavone, che dal canto suo non nasconde le sue simpatie per gli ideali sovranisti,

Poi, è stato il turno del conduttore Amadeus che, durante una conferenza stampa, rivolgendosi alla sua collega e co-presentatrice  Francesca Sofia Novello, dichiara che “Questa ragazza molto bella sappiamo ovviamente essere la fidanzata di un grande, Valentino Rossi. Ma è stata scelta da me perché vedevo, intanto la bellezza, ma anche la capacità di stare vicino a un grande uomo stando un passo indietro”.

Invano e abbastanza controproducente  il tentativo fatto, nel cercare di mettere una pezza al danno creato, dallo stesso conduttore che, tacciato di misoginia, ha aggiunto in seguito “quel ‘passo indietro’ si riferiva alla scelta di Francesca di stare fuori da riflettori che inevitabilmente sono puntati su un campione come Valentino. Un’altra ragazza avrebbe forse potuto «cavalcare» tanta popolarità e invece Francesca ha scelto di essere più discreta, di rimanere più defilata. Tra l’altro Francesca stessa mi ha ringraziato…”

Ma come, Amadeus? Tu chiami a condurre con te il Festival della canzone italiana una persona non perché capace di intrattenere ma perché è una persona discreta? Ma a che serve questa dote per una presentatrice?

Dulcis in fundo, perché al peggio non c’è mai fine, è toccato chiudere le fila al rapper in gara, Junior Cally. Il ragazzo è entrato nell’occhio del ciclone per il suo repertorio musicale, pregno di frasi sessiste. Una canzone in particolare ha destato scalpore: “Strega”, scritta nel 2017, in cui si racconta, in modo volgare e violento, l’uccisione di una donna, colpevole di “aver parlato troppo”.

Junior Cally, in sua discolpa ha detto semplicemente che artista e persona sono due cose distinte e che “amo le donne”.

(NON) sono solo parole 

Sono solo parole. Incise in musica. Pronunciate a un microfono accesso. Scritte su qualche account Instagram o Twitter. 

È vero. Sono solo parole.

Svuotate del loro significato, gettate alla rinfusa in contesti, come quello musicale e dello spettacolo, pronunciate senza pensarci troppo. Ma hanno comunque un peso; e stanno alla base di una scala che può portare a gesti più gravi.

Sono solo parole, quelle pronunciate da chi si indigna.

Molti hanno alzato i forconi, ma si sa, la rabbia di pancia dura il tempo che trova, e poi si placa, dimenticandosi dell’affronto subito, in attesa della prossima abbuffata di scontento.

Non serve a nulla arrabbiarsi o chiedere scusa, se poi non si fa niente per cambiare questa società che ci vuole belle, sottomesse e “un passo indietro”.

Che poi, intendiamoci. In una coppia si può scegliere di stare dove si vuole: indietro, alla pari o davanti; ma come donne dobbiamo stare e stiamo sullo stesso punto dove stanno gli uomini. Non si baratta né indietreggia su questo.

Un passo indietro sta chi, ancora nel 2020, questo concetto non l’ha capito.

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