Sono intervenuto…punto e basta

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C’è a volte qualcosa di commovente e speciale nelle persone. E ancora di più nella semplicità, anche ingenua con cui ritengono normale quello che fanno. Come nel caso di Filippo, che ha difeso da un’aggressione fascista una famiglia.

La famiglia, forse ne avrete sentito parlare, è quella del Consigliere Comunale di Venezia, Arturo Scotto.

A capodanno in piazza San Marco a Venezia, Scotto si trova con la famiglia e incappa in un gruppo di giovani fascisti, che inneggiano al Duce e oltraggiano la memoria di Anna Frank. Lo fanno mentre la ferita Venezia, che soccombe sempre di più alle acque festeggia con fulgore di luci e brindisi l’avvento del nuovo anno. Scotto non ci sta e dice loro di smetterla, scatta l’aggressione.

I ragazzi sono una decina. A porsi tra loro e Scotto, a difendere lui e la famiglia si interpone Flippo. “Ero in giro con gli amici ma poi li avevo persi ed ero solo”, racconterà. Vent’ anni, faccia da bravo ragazzo, un ciuffone improbabile sulla testa.

Quando si parla di eroi a sproposito, dovremmo ricordarci di quelli come Filippo, le cui parole, rilasciate in seguito ai giornalisti, sono così ovvie e struggenti. Perché lo hai fatto, gli chiedono?

“Non ci ho pensato, mi è venuto d’istinto, era giusto così, dovevo farlo. Ho visto quell’uomo, sua moglie e il figlio spaventati e presi a botte e sono intervenuto…punto e basta”.

Semplice, pulito. Ha visto una cosa brutta e ha reagito. Ma c’è qualcosa di più che spiega l’agire di Filippo, che addirittura giustifica chi invece non ha reagito:

“Forse non si sono accorti di ciò che succedeva o magari hanno avuto paura che qualcuno potesse prendere una bottiglia…posso capirlo”.

Posso capirlo, dice Filippo, che ha fiducia nel genere umano, che è schietto e semplice nella sua bellezza diversa, perché Filippo non si rende conto di essere un diverso, e che delle centinaia di persone in piazza poche avrebbero reagito come lui. La fine dell’intervista è lapidaria, e ci insegna che peso abbia una cultura dell’etica, un tramandare regole e  fatti, dare esempi, guidare le menti:

“Mio padre e mia madre mi hanno insegnato così”.

Non si compiace Filippo, non cerca i riflettori. È successo così e basta, ho reagito e ho difeso chi era in difficoltà perché questo mi hanno insegnato in famiglia. Eccoli in fondo gli eroi, i salvatori, i partigiani. Coloro che semplicemente, senza tante balle dicono: “…sono intervenuto…punto e basta”. Grazie Filippo Storer, con quel cognome probabilmente altoatesino, figlio d’Austria e d’Italia, di quella bella e sana parte d’Europa che ci fa ancora sperare.

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