Svizzera, il Paese di Bengodi

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La Svizzera. Uno smeraldo incastonata tra le Alpi. Con i suoi laghi cristallini e le sue vallate fiorite. Il cinguettio degli uccelletti e lo scampanare delle vacche al pascolo. Dai su, come si fa a non accorgersi che la Svizzera è il miglior paese al mondo in cui vivere? Basta guardarsi attorno per capirlo, no? Di Più. A certificarlo nero su bianco è la classifica del Best Countries Report, uno studio realizzato dall’ US News & World Report e dalla Wharton School dell’Università della Pennsylvania che, per il quarto anno consecutivo, ci piazzano stabilmente in vetta.

Primi della classe. Per quella che è la qualità della vita in generale, la Svizzera ha preceduto il Canada, secondo, e il Giappone. Ai piedi del podio Germania e Australia. Del resto, per capirlo, per capire la fortuna che tutti noi abbiamo, basterebbe solo attraversare il confine. Poco importa se a sud, nord, est o a ovest. Del resto, l’espressione “non fare lo svizzero”, inteso come non fare il secchione o peggio il rompicoglioni è ormai d’uso comune in buona parte del Nord Italia. C’è però da dire che certi sondaggi lasciano davvero il tempo che trovano. Soprattutto se i parametri presi in considerazione sono meramente quantitativi e non qualitativi.

A piacere della Svizzera verde sono le sue dimensioni bonsai. Un Paese piccolo che garantisce stabilità e affidabilità. Ma oltre al giro di soldi assicurato da una florida economia, tra gli altri parametri presi in esame in cui noi si eccelle ci sono l’attenzione ai diritti umani, il sostegno alla famiglia, l’uguaglianza di genere, il livello di felicità, l’uguaglianza di reddito, la sicurezza, l’istruzione pubblica e il sistema sanitario. Bella forza avere il maggior numero di medici per abitante, se poi però questi ti costano un rene e non per forza t’assicurano di campare in eterno, ma falliscono esattamente come accade appena superato il confine.

Pensare che esista un Miglior Paese al Mondo in cui vivere, significa non avere capito nulla di come dovrebbe girare il mondo. Assicurare il benessere dei propri cittadini dovrebbe essere l’interesse di ogni buon governo, non importa di dove o quando. La Svizzera è come tutto il resto dell’Occidente, figlia del capitalismo e di quelle regole che hanno creato un disequilibrio della ricchezza, un liberismo selvaggio. Regole che sono i semi di un’infelicità diffusa e generalizzata. Alla faccia delle false convinzioni o di chi prende per buono un miraggio. Capace di vedere quel che vuole, perfino una nazione oggettivamente migliore e più felice delle altre.

E se il pensiero è spesso soltanto energia paludosa, molta è la melma venuta a galla grazie a quest’ultimo studio che ha raccolto opinioni sempre più negative su tutto e tutti. Rispetto anche solo a quanto era emerso lo scorso anno, un numero maggiore di persone dichiara che l’economia globale è in caduta libera, che il nazionalismo, proprio come l’erba gramigna prolifera in ogni dove più florido che mai, e che il divario tra ricchi e poveri si fa sempre più abissale. Così nell’attesa di un nuovo terremoto, di uno Tsunami o della prossima centrale nucleare che esploda come una caffettiera, in Europa l’umore si fa sempre più nero. Preoccupati per i cambiamenti climatici, l’occupazione e la migrazione (che non c’è). A quanto pare, solo in Svizzera, il cielo è sempre più blu.

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