Trump e Heinz il galvanizzatore

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C’era un personaggio incredibilmente divertente nelle strisce di Bonvi, le Sturmtruppen. Questo fumetto in cui degli sgarruppati plotoni di soldati tedeschi vivono a modo loro la guerra, è farcito di battute dissacranti e a volte anche crudeli.


Un indimenticabile personaggio, appunto è Heinz il galvanizzatore, un soldato che è preposto dai superiori a rallegrare la truppa. Leggendario il suo modo per realizzare lo scopo: mettere tutti i commilitoni sull’attenti e gridare: “Aaaaaatt…tenti! Feeeeeeee….lici!”.

La truppa si mette a sghignazzare grata e alla fine si chiede come sarebbe la guerra senza Heinz il galvanizzatore che li fa tanto ridere.


Ora vi chiederete se mi sono rincitrullito del tutto, ma è quello che ho pensato quando ho sentito del piano di pace di Donald Trump. Un piano che, come ha detto un commentatore radiofonico, è simile a un matrimonio in cui nessuno abbia chiesto alla sposa se sia consenziente.

Donald arriva a stilare un piano con convinzione legata soprattutto alle sue disavventure politiche e a quelle di Netanyahu. Infatti Trump tenta in due minuti di ricucire una diatriba eterna in cui si sono spezzati le corna innumerevoli presidenti americani o statisti arabi ed ebrei.


50 miliardi di aiuti propone il presidente, e nella sua gretta mentalità è di sicuro un affare, visto che tutto si riduce solo al denaro. Poi mette lì Gerusalemme, che ovviamente deve essere capitale ebraica, scopando fuori di fatto i palestinesi, per cui è città sacra tanto quanto lo è per ebrei e cristiani. L’autorità palestinese, assente alla conferenza stampa ha già dichiarato: “Gerusalemme non è in vendita”.


L’arroganza presidenziale di Donald Trump, infatti, mette sul piatto poco più che un coup de theatre, un bel pacchettino preconfezionato che non servirà a nulla, se non a fare incassare consensi a Netanyahu e a sviare l’attenzione dei media dal processo per impeachement. Procedimento in cui l’accusa ha chiesto la testimonianza, che rischia di essere pericolosa, di John Bolton, ex consigliere per la sicurezza, una testimonianza che rischia di mettere in seria difficoltà il presidente USA. 


Per cui, non illudiamoci, la pace unilaterale di Trump rimarrà un bel disegnino sulla carta, e ai palestinesi per sorridere, non resta che trovare un Hamed il galvanizzatore, perché l’alternativa sono solo le lacrime.

E il presidente USA, già un pagliaccio del suo, comincia sempre di più a sembrare il malvagio personaggio di un fumetto, che potremmo intitolare: Sturm..trumpen.