Una famiglia reale poco regale

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Harry e Meghan se ne vanno. E lo fanno sbattendo la porta. Preferiscono l’altezza dei grattacieli americani, a quella reale inglese. Lasciano il mondo incantato di Buckingam Palace. Uno forse a malincuore, l’altra un po’ meno. Trascinati da un insolito destino su di un palco, a recitare quella che, più di una tragedia, sembra ormai essere diventata una commedia. Infarcita di patetici discorsi di commiato.

Altezze reali forever

Oltre che ai sudditi, diranno addio anche al titolo di “ Sua Altezza Reale ”, per colpa dell’ennesimo capriccio del principe e consorte? Ma neanche per sogno. È di queste ore la notizia che non perderanno il titolo e rimarranno aggrappati alla monarchia, salvandosi dalle acque gelide di una vita da comuni mortali, dalle cui tasche finora hanno attinto. Infatti è in discussione anche il contributo reale. C’è il rischio che in futuro regine, re, principi e principesse dovranno tirare a campare solo, si fa per dire, con i milioni del loro patrimonio personale.

Il principe però, pur mantenendo il titolo di Sua Altezza Reale non rappresenterà più la regina. Cosa, che se vogliamo, non è poi neanche così male.

C’eravamo tanto amati

Sancito il divorzio tra il principe e la famiglia reale, lui, un bimbo da crescere e una moglie-attrice al seguito, se ne vanno dalle regole e dalla rigidità del protocollo di corte, da un fratello e una cognata troppo ligi alla Corona, da una regina che non ne lascia passare una e da una vita ingombrante. Vogliono fare le persone semplici. Quelli della porta accanto. Trovarsi un lavoro. Proprio loro che il lavoro non l’hanno mai visto neppure in cartolina.

Partono e ci liberano dalla loro presenza. Ci fanno quasi tenerezza, lui con lo zazzerone rosso, lei con i suoi passi felpati su vertiginosi tacchi a spillo di dodici centimetri e più. Se ne vanno – e per dare un segnale positivo – se ne vanno con un bel pacco di milioni.

Una vita in vacanza

Dopo il voto della Brexit, non sarebbe male se a seguirli ci fosse anche il resto della famiglia reale con tutti i loro cappellini e le loro carabattole, Carlo e Camilla compresi. Così, tanto per cambiare aria, per vedere l’effetto che fa. Per lasciar finalmente respirare a pieni polmoni l’Inghilterra. Ma torniamo ai nostri due che si chiameranno semplicemente Harry e Meghan, il duca e la duchessa di Sussex. Partono per un’isola deserta e una residenza da trentasei milioni di dollari, con vista sull’Oceano Pacifico, nel quartiere più esclusivo dell’isola di Vancouver in Canada. Costretti ad andarsene in fretta e furia, neanche fossero dei ladri. Poverini. Divisi fra gli sfarzi di Buckingham Palace e il loro sogno da bohèmien, scissi tra la rigidità di corte e le paillettes di Hollywood.

Tutto il resto è noia

Harry, il rampollo degli scandali, colui che a 17 anni si era mascherato da ufficiale nazista con una svastica al braccio e si aggirava ubriaco e fumato a una festa. Il giullare di corte, per certi versi anche simpatico, uno sbruffone per altri. Amato dai sudditi, nonostante i suoi eccessi. Lui, il fratello che rimarrà per sempre all’ombra di re William. Un piccolo buono a nulla che ora vuole fare il gioco dei mestieri. Lasciamolo giocare, Lasciamo che si divertano. Rimarranno comunque nella loro gabbia dorata, sorvegliata a vista, con i bodyguard alle spalle e protetti da alte mure di cinta che li separeranno dalla vita reale. La vita di tutti. Quella di sempre. Monotona e uggiosa. Per loro solo quella aldilà della siepe, chiusa da cancelli a doppia mandata. Una prigione. Tutta per loro. Perché, ammettiamolo, la vita da principi o da re è davvero di una noia mortale.