Bye bye boy-scout, la fine di un mito

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Scordatevi le lezioni per imparare i mille modi di fare un nodo. Dimenticatevi anche la nonnina che attraversa la strada in tutta sicurezza grazie al solerte aiuto di uno di loro e cancellate pure qualsiasi altra buona azione che nell’immaginario collettivo era legata alla mitica figura del boy-scout. Ebbene sì, anche loro, in questo periodo storico, non stanno esattamente attraversando un buon momento.

Di sicuro non oltreoceano dove “Boy Scouts of America” è la più grande associazione scout degli Stati Uniti e una delle più grandi al mondo. Dove con la loro bella uniforme, l’inconfondibile cappello da ranger, i pantaloncini corti meglio ancora se di color beige e al collo un bel fazzolettone annodato, i boy-scout fino all’altro ieri sono stati una vera e propria istituzione. Oggi però non è più così. È di pochi giorni la notizia che “Boy Scouts of America” ha chiesto l’amministrazione controllata per gestire i costi dei propri processi in corso per abusi sessuali.

In pratica i nostri bravi ragazzi sono sull’orlo della bancarotta. Viste le difficoltà economiche in cui versa, l’associazione continuerà a operare sotto il controllo di un giudice per poter gestire le ingenti spese legali. Il presidente di “Boy Scouts of America” ha ammesso senza giri di parole che l’amministrazione controllata serve a far sì che tutte le vittime siano risarcite prima che l’associazione dopo 109 anni d’esistenza finisca gambe all’aria, sepolta dalle cause milionarie.

E se consideriamo che i membri finora accusati di molestie sono più di 8.000, non è difficile capire quanto grossa sia la grana. L’intento è quella di poter raggruppare tutte le cause per negoziare un unico risarcimento complessivo, invece di farlo singolarmente. Ma molto probabilmente, la più grande associazione di volontariato d’America, sarà comunque costretta a vendere parte delle sue non poche proprietà immobiliari, per un risarcimento che potrebbe ammontare complessivamente a più di un miliardo di dollari.

Insomma, una storiaccia che ricorda molto da vicino quella dei tanti, troppi preti pedofili scoperti all’interno della chiesa cattolica che per tanti, troppi anni sono riusciti a muoversi indisturbati come una volpe in un pollaio, senza che nessuno muovesse un dito. Del resto c’è una frase che sintetizza magistralmente la morale di tutta questa faccenda. È una citazione tratta di dal film sugli abusi dei preti pedofili, “Il caso Spotlight”, premiato Oscar nel 2106: “Ci vuole un’intera comunità per educare un bambino. Ci vuole un’intera comunità per abusarne”. Sarebbero infatti più di dodicimila i boy-scout abusati dai vari capi e responsabili di “Boy Scouts of America” senza che nessuno finora battesse ciglio.

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