Carnevali razzisti

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Un carro razzista, un ex UDC che non si capacita quando gli fanno notare che è razzista e un pizzico (bello grosso ) di ignoranza. Questi gli ingredienti per un carro carnevalesco idiota.

Walter Brandsttetter, ex esponente dell’UDC, ha sfilato al carnevale di Wangs, a San Gallo.

Sul suo divertente carro che raffigurava i candidati liberali, tra i quali c’è un cittadino di origini srilankesi, il signor Brandstetter ha scritto:

“di quanti negri abbiamo bisogno a San Gallo?”

Grande cosa i carri allegorici del carnevale! Sicuramente si è travisata una frase goliardica, satirica, insomma una di quelle cose che butti là per caso, chi non scherza sui negri in fondo? Peccato che non tutti fossero d’accordo e che anche numerosi spettatori della sfilata abbiano rumorosamente dimostrato il loro incomprensibile dissenso al patriota Walter.

Il signor Brandstetter che deve essere anche un po’ rintronato, non si capacita che anche la polizia gli abbia impedito di sfilare. In fondo per lui, citazione testuale, “…negro non è mica una parolaccia…”.

Ma di allegri carnevali del menga, ce ne sono altri. Molto rumore ha fatto ad esempio quello di una cittadina belga, che reitera nella tradizione sfilate con ebrei ortodossi rappresentati come insetti e con ufficiali nazisti che distribuiscono caramelle ai bambini. Se non ci fossero le foto penserei che non può esistere gente così idiota, e che soprattutto non possono esistere spettatori stupidi al punto da sorbirsi una pantomima del genere. Eppure è tutto reale.

Guardare queste foto lascia letteralmente di sasso. Ma siamo nella stessa Europa? È stato l’eurodeputato Raphael Glücksman a postare le foto del controverso (è il minimo), io direi anche vomitevole, carnevale della cittadina di Aalst, nelle Fiandre orientali, a una trentina di chilometri da Bruxelles, che è in fondo il cuore pulsante dell’Europa moderna.

La cosa fantastica è che il carnevale era stato iscritto nel patrimonio mondiale dell’UNESCO. Era, perché quelli dell’UNESCO, che non sono imbecilli, gli hanno tolto immediatamente il label a causa delle maschere antisemite e dei riferimenti al nazismo.

Scrive il deputato Glücksman:

“Gli ebrei sono parassiti (parassiti pieni di soldi che comunque controllano il mondo) e i nazisti sono ragazzi simpatici cui i bambini applaudono e con cui vogliono farsi una birra. Benvenuti al carnevale di Aalst nel 2020, in Belgio, il cuore dell’UE. Degenerati”. -e ancora- “Gli organizzatori dicono che gli ebrei mancano di umorismo perché non trovano divertente essere rappresentati come insetti. Forse, chissà, è essere gassati come pidocchi che li rende un po’ “suscettibili” al pensiero di essere ridotti allo stato di larve?” 

A onor del vero molte personalità politiche belghe erano decisamente furiose per questa porcheria carnevalesca. Christoph D’Haese, sindaco di Aalst e membro del partito nazionalista fiammingo* ha dichiarato che in fondo il carnevale prende in giro un po’ tutti e che “noi non siamo né antisemiti, né razzisti”. No, siete coglioni, appunto.

Lascia però effettivamente basiti che le autorità belghe permettano queste cose, tenendo conto, appunto, che l’UDC nostrano Brandstetter da noi è stato blindato immediatamente. Misteri della democrazia.

*Partito di estrema destra, Vlaams Belang (in italiano: Interesse Fiammingo) è un partito politico della Comunità fiamminga del Belgio, di destra sociale e identitaria, che rivendica l’indipendenza delle Fiandre e una stretta regolamentazione dell’immigrazione.

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