Dai rifiuti nascono i pomodori

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Coltivare ortaggi nei materassi? Si può. 10’000 materassi di poliuretano, tanti profughi, tanta fame, e un metodo semplice per produrre cibo.

Quello che potrebbe sembrare un orrore biologico, coltivare pomodori in materassi di gommapiuma, è realtà. Nel campo profughi giordano di Zatahari, i profughi siriani hanno potuto cominciare a coltivare ortaggi in vaschette, e al posto del terriccio hanno messo dei pezzi di gommapiuma.


È possibile? Sì. Grazie a un progetto sostenuto e avviato da dei ricercatori inglesi dell’università di Sheffield. La sfida era grande. Dare cibo fresco e possibilità di coltivare ai contadini siriani in una terra arida e con poca acqua.

Toby Ryan, promotore di questo piccolo miracolo di riciclo e rifioritura, ha affrontato due problemi: il primo che per i 10’000 materassi inutilizzati e stipati nel campo, non c’era possibilità di smaltimento. Il secondo, trovare un modo per cui i contadini e i profughi siriani potessero in qualche modo migliorare e provvedere al proprio sostentamento.

Una serie di esperimenti idroponici tenuti all’università di Sheffield hanno provato la reale possibilità di realizzare il progetto. La cosa incredibile è che la gommapiuma che noi abbiamo imparato a detestare come derivato del petrolio, ha la capacità di immagazzinare e non disperdere l’acqua. A una coltura di questo tipo, serve il 20% in meno di acqua rispetto a una produzione tradizionale.

Un altro accorgimento intelligente ha promosso l’idea tra i profughi. “Testimonial” dell’operazione, un agricoltore molto stimato dalla comunità, che una volta convinto ha fatto in modo di diffondere il verbo tra i suoi compagni. Un orto non è solo cibo, è un modo di restare attivi, di prendersi cura di qualcosa, di vedere crescere dei frutti. Una cosa importante per persone che spesso non hanno più speranze. Una metafora della vita che può rinascere anche nelle situazioni più avverse.


Dal letame nascono i fior, dai rifiuti i pomodori. Oggi quasi tutti i profughi usano questo sistema, che ha sensibilmente migliorato il loro stile di vita. Piccole cose, piccole grandi idee per ricordarsi, soprattutto, di non perdere mai la speranza, anche se a volte vediamo solo il fondo del pozzo. Eppure, nel fango del fondo, ci sono piante come il loto o la ninfea, che attraversano l’acqua per arrivare alla luce e regalarci fiori stupendi.

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