Farmacista, farmacisto o farmacist*?

Di

In un period* dove a sinistra si mettono asterischi a mansalv* per ogni parol* che ha una desinenza maschil* o femminil*, al punto da far sembrare i testi un cielo trapunto di stelle, la Confederazione, in preda allo zelo, mette un annuncio che è veramente figo.

L’ufficio federale della sanità pubblica cerca:

FARMACISTA/FARMACISTO.

Maciste, l’eroe greco, si rivolta nella tomba. Quello che non ci è dato sapere è se, in questo periodo di grande sensibilizzazione sulle donne e sui loro problemi, questo sia un comune strafalcione o un tentativo estremo di non penalizzare un genere sessuale.

C’è da dire che questo agire ci apre un mondo fantastico. La coiffeuse , francesismo elvetico per la parrucchiera, dovrebbe avere come corrispettivo il coiffeuso. Stesa cosa per il lattoniere, che si declinerebbe in lattoniera (anche se non è proprio un nome affascinante). Una fashion blogger diventerebbe faschione bloggero (con vaghe reminescenze legate al ventennio). Per non parlare dell’anchorman, diventa anchormanno? Per logica anche un’analista dovrebbe al maschile trasformarsi in analisto. L’ascensorista? Ascentoristo. Per non parlare del baby sittero o del terribile betoniero (l’addetto alla macchina per fare il cemento) che si trasformerebbe in una poco lusinghiera betoniera.

“Che fa tua madre?”

“La betoniera”. Tragico

E se andiamo sul macabro? Il boia? Diventa boio? E avanti così col camionisto, il ceramisto, il dietisto, l’elettricisto, il giornalisto. In aereo? Gli hostessi, in sala parto? Il levatricio (questa non è male), in cava? Il marmisto, in ospedale a farsi vedere le tonsille? Dall’otorinolaringoiatro. E alla fine in sacrestia, a compiacere il prete di turno, il perpetuo, che detto così sembra un mestiere che non finisce mai.

Insomma, in quest’era di generi sovrapposti, fluidi, intrecciati tra di loro, ci si apre un mondo lessicale, che la Confederazione ha colto in anticipo. Perché diciamolo, là a Berna sono avanti. Noi ce la tiriamo tanto ma alla fine siamo sempre a rimorchio…o a rimorchia.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!