Joe Lansdale e l’anima nera del Texas

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Joe Lansdale e l’anima nera del Texas: un breve ma grande romanzo.

Fin dove siamo disposti ad arrivare pur di «fare la cosa giusta»? Siamo pronti al dileggio, alla paura, allo scontro fisico, perfino alla morte? E se in ballo vi è anche la vita dei nostri cari, nella fattispecie moglie e figlioletta piccola?

Questa la domanda di fondo dell’ultimo romanzo breve di Joe Lansdale, uno dei pesi massimi del noir americano, «Caldo in inverno», stampato da Mondadori.

Siamo nella tranquilla provincia del Texas, zona orientale, e Tom Chan, il protagonista, si sta misurando con uno dei riti a stelle e strisce: il barbecue. Sul suo grembiule un simpatico «puoi baciare il cuoco». La casualità dell’istante lo fa però girare proprio nel momento in cui una potente auto, che sta andando a mille, investe e uccide la vicina di casa. L’assassino, perché è di questo che si tratta, non si ferma, anzi accelera. Ma il nostro lo ha visto e riconosciuto. E’ il figlio del boss della zona, a capo di una band che in paese fa il bello e cattivo tempo.

Che fare? Si rivolge alla polizia che, non si sa se corrotta, prudente o sottorappresentata (di numero ma anche di volontà), si dimostra titubante, facendogli capire che forse non è il caso di andare a testimoniare. Il nostro però, padrone di un negozio di cornici e ben visto in pratica da tutti, non vuole desistere, non vuole continuare a vivere con questo rimorso. Lui, che di nome fa Tom Chan, è stato soldato in Afghanistan e la vita per la Nazione ce l’ha già messa. A questo punto i lettori che non hanno mai letto Lansdale potrebbero essere indotti a pensare ad una storia vista e rivista sugli schermi, con la dura vita del testimone che affronta peripezie, si fa proteggere dalla legge e che, dopo un bel retorico dibattimento in tribunale, alla fine esce vincente.

Ma con Lansdale non funziona così. Lui è il cantore dell’anima nera del Texas, quella parte di universo in cui la ragione si fa valere anche con le armi. E così rintraccia un vecchio compagno di scuola, ora giornalista affermato. Quest’ultimo è un tipo strano, abituato a certe inchieste redazionali ai limiti della legge, gira sempre scortato da una buona dose di telefonini «usa e getta», i nuovi marchingegni per non farsi rintracciare. Non solo, ma, presa a carico l’impresa, coinvolge nella questione un altro personaggio, uno che soltanto Lansdale può inventare: capelli neri ricci, occhi neri, non bello da vedere e … con il grilletto facile. Un tipaccio pronto ad uccidere per soldi ma anche solo perché lo ha promesso («ogni tanto capita figa a gratis», dice).

Con questo terzetto inizia la sfida, o meglio la difesa-attacco, contro i malviventi e a favore della giustizia. Per i lettori è adrenalina pura. Ci sono pagine che sembrano un fumetto, altre sociologia aggiornata, altre ancora testi di psicologia applicata. E violenza, sesso, minacce, botte. In poche parole: tanta America, o meglio, tutto il Texas.

Alla domanda di fondo:

«Mi domando: cosa avrebbe fatto mio padre? Quale sarebbe stato il suo approccio?» «E secondo te cosa avrebbe fatto?»

Si risponde con un emblematico:

«Avrebbe testimoniato. E per la sua famiglia? Avrebbe fatto in modo che fosse al sicuro. A qualunque costo. Era all’antica in queste cose. Un cittadino americano rispettoso della legge. Però, una volta presa la decisione di aggirare la legge, credo che avrebbe fatto la stessa scelta. Li avrebbe fatti finire col culo per terra e avrebbe detto: perdio, sono caduti dalla bicicletta.»

Pur confermando la sua personalissima ideologia di fondo («Queste cose proprio non le capisco. Gli sbirri non mi piacciono. Non mi piace chi occupa posizioni di potere. Se il potere ce l’ho io, naturalmente è un’altra faccenda.»), il protagonista di questo «caldo in inverno» si configura come un personaggio memorabile.

Tutto Lansdale concentrato in neanche 150 pagine. Interessante la premessa, con la dichiarazione d’amore dell’autore nei confronti dell’Italia, e la sua fierezza nel partecipare alla storica collana del «Giallo Mondadori», in occasione del suo prestigioso compleanno. Non lo si conoscesse di persona verrebbe voglia di pensare alla solita ruffianata. Invece lui è proprio così, certe cose le fa perché le sente, oppure, semplicemente, no. Non le farebbe mai.

«Caldo in inverno», 2016, di Joe Lansdale, ed. tr. Seba Pezzani, ed. Mondadori, collana «Il giallo Mondadori», pag. 148, Euro. 15,00.

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