L’aborto tra incivili e obiettori

Di

Il segretario della Lega Matteo Salvini durante la manifestazione Roma torna capitale ha dichiarato, riguardo all’aborto, che “il pronto soccorso non è la soluzione a stili di vita incivili”. No, incivile è chi, nel 2020, si permette di giudicare e decidere del corpo di una donna.

Roma. Palazzo dei Congressi dell’Eur. In una delle ampie sale si tiene il convegno leghista Roma torna capitale. Idee nuove per il futuro della città. È da qui che inizia la lunga campagna elettorale per l’elezione, fissata nel 2021, del sindaco di Roma. Una corsa questa che, come si è visto anche durante le elezioni in Emilia Romagna, è destinata ad assorbire molti temi di carattere nazionale. Sul palco sale anche Salvini, che non perde occasione per far parlare di sé.

Di aborti, di donne e di immigrati

Diverse sono state le tematiche trattate nel corso della manifestazione. Il commento che ha sollevato più scalpore è stato quello sull’aborto. «Ci sono state donne non italiane che sono andate sei volte al pronto soccorso per l’aborto. Non mi spetta giudicare, è giusto che sia la donna a scegliere, ma non puoi arrivare a prendere il pronto soccorso come la soluzione a uno stile di vita incivile per il 2020».

Il dato dichiarato dal leader arriverebbe da una segnalazione fatta da alcune infermiere del pronto soccorso di Milano. Salvini ha poi continuato battendo il chiodo sulla sanità pubblica, mettendola in relazione all’immigrazione: «Ci sono immigrati che hanno scambiato i pronto soccorso per l’anticamera di casa. Ci sono migliaia di cittadini che non pagano una lira. Io dico che la terza volta che ti presenti paghi».

Troppi concetti messi insieme da un collante, Salvini appunto, che non tiene più: l’interruzione di gravidanza, le immigrate, l’utilizzo sproporzionato dei pronto soccorso italiani, Roma confrontata con Milano, tutto confuso in una densa salsa che sa di un mix di moralismo, sessismo e xenofobia. Decisamente troppa roba, anche per un uomo che con l’esagerazione gioca da molti anni.

E così, l’ormai ex ministro degli Interni ha deciso di alzare il tiro, finendo per schiantarsi contro un muro. Che la strategia di spararla grossa non funzioni più?

Se sei donna e straniera

Se nasci donna parti svantaggiata, c’è poco da fare. Se oltre che essere donna, sei pure straniera, parti ancora più svantaggiata. 

Questo fenomeno è chiamato intersezionalità, e avviene quando c’è una sovrapposizione di diverse identità sociali come genere, etnia, orientamento sessuale o classe sociale. Una donna straniera può essere discriminata e stereotipata sul posto di lavoro e sul piano della sua vita sociale o sessuale. Da oggi, secondo il pensiero salviniano, può non essere più nemmeno padrona del suo corpo. 

Perché essere donna e straniera e non voler portar a termine una gravidanza (o prendere la pillola del giorno dopo) può portarti ad essere accusata di avere uno stile di vita sregolato, incivile. 

Poco importa poi il perché decidi di abortire, il fatto che non sei rimasta di certo incinta da sola, che le cliniche sono piene di obiettori e che, oltre te, a scegliere di interrompere una gravidanza ci sono anche donne italiane, “donne di Roma e di Milano”. A loro è andata meglio, sul loro passaporto c’è scritto Repubblica italiana e per stavolta, ma solo per stavolta, evitano la gogna.

Sono donna e sono nata in Svizzera. Un giorno magari mi trasferirò in Italia e sarò anch’io donna e straniera, per giunta extracomunitaria, esattamente come quei ragazzi e quelle ragazze di colore che certa gente mal sopporta. 

E se un giorno mai decidessi di abortire non sarò certo io l’incivile o il problema per un politico come Salvini.

Incivile e problematico è il fatto che ancora oggi, dopo quasi quarant’anni dalla legge 194 che regola l’aborto, ci sia un elevato tasso di medici obiettori di coscienza, con percentuali che vanno dal 60 fino al 90% nelle diverse regioni italiane.

Incivile e problematica è una politica basata su tante parole, troppe opinioni personali, dati inventati e pochi, pochissimi fatti.

Incivile è chi, nel 2020, pretende ancora di giudicare e decidere del corpo di una donna.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!