Le bestie nere tra di noi

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Ormai peggio dell’Isis. Le bestie non cavalcano dromedari urlando “Allah u akhbar” nel deserto sparando raffiche di kalashnikov. Le bestie sono tra di noi, nutrite ad odio e intolleranza, cresciute nella cattiveria e nella paranoia.

Sono gli estremisti di destra, che ormai sono diventati più pericolosi dei terroristi islamici. Sono tra di noi, alla porta accanto. Lavorano in banca, come l’ultimo bastardo che ha ucciso 9 persone ferendone 4 ieri ad Hanau, una cittadina di media grandezza nell’Assia, vicino a Francoforte.

Persone che nel loro nichilismo vitale non hanno il coraggio di togliersi di mezzo da sole e devono immancabilmente trascinare innocenti con loro.

L’ultimo eccidio è opera di uno di loro, Tobias R. Uno squilibrato cresciuto poppando dalla stessa mammella di odio, teorie paranoidi del complotto, razza pura e terrore dell’invasione straniera.

Ieri sera il nostro folle amico, si è recato in macchina in due locali turchi, dei shisha-bar (locali in cui si può fumare anche il narghilé), è entrato ed ha aperto il fuoco.

Il solito copione, che ormai non fa quasi neanche più tanto notizia, e ne fa ancora meno se ad essere colpita è una comunità straniera, che sia ebraica o musulmana.

Nuova Zelanda, Stati uniti, Europa. L’internazionale della stupidità destroide è diffusa come e peggio del coronavirus, quello magari riusciamo a contenerlo, il cancro nero del razzismo e della xenofobia mietono invece continuamente vittime.


Come non ricordare un analogo attentato che l’anno scorso, ad Halle, sempre in Germania, aveva fatto “fortunatamente” 2 morti (ebrei in una sinagoga), un bilancio magro per un killer di massa, L’attentato non aveva fatto molti morti anche perché l’attentatore, sempre razzista e suprematista bianco, non era riuscito a far detonare 4 chili di esplosivo in suo possesso.


Anche questo killer, come quello di Hanau, aveva il suo video, il suo testamento social e scritto. Ci tengono queste persone a spiegare i motivi malati che li hanno spinti a cancellare la vita di altre persone. Brutta e povera gente loro, come lo sono i terroristi di tutte le nazionalità e religioni. Sciacalli che prestano i loro ululati ad un’unica divinità, la morte. Non ci sono altre spiegazioni. E come sciacalli dovrebbero essere trattati. I loro nomi non dovrebbero essere pronunciati, e le loro gesta descritte con scarni comunicati. Solo così l’effetto ridondanza che loro agognano verrà a cadere.