Norman, se stavi zitto…

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Lo abbiamo scritto l’altro giorno, mi autocito per semplicità:


“Gobbi ieri ha fatto un tweet. Il tema, un tamponamento sul ponte diga di Melide, con due feriti. E che ha coinvolto 3 automezzi. Nel tweet Gobbi scrive:

“Indovinate che targhe avevano i tre veicoli coinvolti in un tamponamento assurdo in corsia di sorpasso dopo il pontediga in autostrada stasera?” (leggi qui sotto)”


Naturalmente anche in un Ticino anestetizzato e indifferente, le parole del ministro non sono state ignorate, e si è sollevato anche un bel polverone, che ha coinvolto, oltre che i social, anche diverse testate online e cartacee.


Tanta polvere, dicevamo, al punto che Gobbi, che di solito se ne frega allegramente delle boiate che dice, si è sentito in dovere di precisare. Insomma, in qualche modo di difendersi, partendo dal presupposto che lui mica voleva fare il razzista e prendersela con gli italiani. Gobbi ricorda vagamente, in questo agire, il Berlusconi del periodo d’oro, che a ogni cazzata se ne usciva sorridente dicendo che era stato estrapolato dal contesto. Eppure il ministro delle Istituzioni, non è nuovo a sentimenti anti-italiani, già durante lo scandalo dei permessi facili che aveva investito il suo dipartimento dichiarava:

“…è stato un errore assumere un italiano presso l’Ufficio della migrazione. Per me non è ammissibile, (…) Per questo motivo nel mio dipartimento diamo la precedenza a chi è nato svizzero o a chi ha ottenuto il passaporto svizzero in seguito”.

Comunque, per puntualizzare e difendersi, Gobbi manda il suo tirapiedi:


“Certo, è una provocazione ma soprattutto un richiamo per tutti all’attenzione”. Chiaradonna, giornalista de La Regione chiede al “portavoce” se il richiamo all’attenzione è rivolto solo ai frontalieri:

“Sì, anche e soprattutto ai frontalieri, grandi fruitori delle nostre strade e vittime pure loro dei gravi ritardi causati da incidenti troppo banali”.
Cuore buono. Mica voleva dire che è colpa solo degli italiani, voleva sensibilizzare. E poi, alla fine, il Mahatma Gobbi, la grande anima, svela l’arcano. Quello che da radical chic e liberi pensatori tignosi è stato confuso per razzismo e per un becero tentativo di aizzare i suoi seguaci contro i frontalieri, è in realtà un gesto di bontà. Le colonne, i ferimenti e le morti di lavoratori stranieri ad opera del traffico, fanno soffrire Gobbi come un cane. Ecco il perché del suo post, che ai più superficiali e ai poco riflessivi, è apparso volutamente e mirato contro i lavoratori esteri.


Un consiglio, Norman, piccolo, se hai il ditino compulsivo come Trump, prova a far funzionare il neurone che ti sbirilla solitario sbattendo sconsolato contro le pareti della scatola cranica, e convincilo a parlare con se stesso prima di premere il tasto Enter.

Ma soprattutto, continua a tacere. Quando cerchi di spiegare (perché scusarti non è nella playlist delle cose da fare per il tuo neurone) ti incarti peggio di prima e lì sì, fai la figura del balengo. Era proprio meglio se stavi zitto…

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