Oggi la Svizzera è migliore

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E così, la nuova legge contro l’odio omofobo è passata. La buona notizia è che in realtà non è mai stata in pericolo, la robusta maggioranza con cui è stata votata è rimasta costante e decisa. La cattiva è che troppe persone ancora pretendono di decidere per l’orientamento sessuale altrui.

Quando addirittura non troviamo, sui social, personaggi inquietanti, ovviamente dei fanatici religiosi, e di religione e assurde prese di posizione legate a una visione distorta della fede, se ne trovano a iosa (leggi qui sotto)

Alcuni sono proprio un po’ border, come questo commento sotto un post che invitava a votare sì: 

“ Gli uomini possono anche andare contro dio ma la loro opera andrà distrutta perché tutto ciò che va contro dio non persisterà (…) Gente peccate pure, e insegnate agli altri a peccare, la vostra rovina è prossima”

Altri, come il commento di Armando Boneff, ex granconsigliere PPD, lasciano l’amaro in bocca:

“Finora quando si faceva una nuova conoscenza il suo orientamento sessuale era ininfluente. Da oggi, da eterosessuali si dovrà stare molto più attenti poiché se il nuovo incontro non fosse della tua stessa sponda la sua dignità di persona sarebbe tutelata ben più della tua. In caso di dissenso, per un nonnulla potrebbe farti passare guai seri. Non so chi ci abbia guadagnato da questa legge ridondante…”

A noi “gente di buona volontà”, rimane questa vittoria, importante per tutte le persone, perché una società più tollerante costruisce mondi più belli da vivere. Perché accettare e capire dovrebbe essere l’imperativo, l’ovvio, quando invece, troppo spesso è il contrario.

L’idea che da oggi gli eterosessuali debbano stare più attenti, è come pensare che dopo il voto del 1971 alle donne siano stati i mariti a doversi preoccupare. 

Non è stato così, anzi, il percorso delle donne, seppur difficile e tortuoso ha dato i suoi frutti. Oggi essere donna vuol dire, almeno sulla carta, avere gli stessi diritti, quando solo 50 anni fa eri considerata una specie di proprietà maschile. La lotta per i diritti degli omosessuali, dei transessuali, dei genderfluid, è una lotta di paese, che lo crea e lo costruisce. 

Non esistono nella storia una libertà civile o dei diritti dannosi. Oggi, come scrivono in molti, viviamo in una Svizzera migliore, con buona pace dei fanatici religiosi e di chi si ritiene svantaggiato per non poter più discriminare qualcun altro.

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