Quadri, altro che propaganda vomitevole

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Che Lorenzo Quadri viva di sciacallaggio politico si sa, come si sa che la polenta è gialla. Per gente come lui, qualsiasi scusa, dal prezzo degli ovetti Kinder al coronavirus è un pretesto per continuare sempre a battere sullo stesso tasto.

Ha fatto bene dunque, Mirko d’Urso, direttore del MAT e membro del Comitato cantonale del PS, a cazziarlo pesantemente:

“Fare propaganda politica sfruttando una tematica tanto delicata non è solo vergognoso, ma vomitevole (…) L’odio profondo che Quadri ha nei confronti dei frontalieri è qualcosa di patologico e sarebbe interessante scoprire a livello psicologico cosa sia successo nell’infanzia e nell’adolescenza di Lorenzo che lo ha portato a nutrire un sentimento di tale rancore nei confronti degli italiani e in generale degli stranieri.”

Poi d’Urso, proseguendo nel suo testo, fa notare la follia di proclami, che vanno bene a uso dei più sprovveduti ma che non stanno né in cielo né in terra. Ricordiamo infatti un punto saliente degli sproloqui …quadristi:

“A seguito della libera circolazione delle persone, in Ticino giungono giornalmente quasi 70mila frontalieri lombardi e svariate migliaia di padroncini. Non è dato di sapere quanti provengano dalle aree colpite dal virus”, spiega il leghista. (…) Misura numero uno (applicabile immediatamente): impedire da subito l’accesso al Ticino ai 45mila frontalieri che lavorano nel terziario, dato che nessuno di loro è indispensabile a chicchessia. Se invece di 70mila frontalieri ne entrano solo 25mila, è evidente che anche il rischio di pandemia in Ticino risulta notevolmente ridotto. Ed impedire l’accesso anche ai finti rifugiati con lo smartphone.”

Che bisogna ragionare su come contenere il virus è ovvio. Esimi professori e medici della vicina Italia ci hanno spiegato di non farci prendere dall “isterismo ipokondriako”, e di seguire alla lettera le istruzioni delle autorità. La teoria di Quadri, comnunque, sarebbe di bloccare alla ramina tutti i frontalieri del terziario, che ovviamente non servono a un fico secco.

Ma la cosa più affascinante, è che, sempre seguendo questa teoria, quelli che fanno i famosi “lavori che gli svizzeri non vogliono fare”, possono entrare. Se tanto mi dà tanto, 25’000 di loro avrebbero accesso al nostro bel Ticino.

Quale sia il ragionamento del menga per il quale i 25’000 stradini, infermieri, assistenti di cura per anziani (categoria fortemente a rischio!), muratori, commessi e magazzinieri non si infettano, mentre 45’000 del terziario sì, è un mistero ormai sepolto nella discarica neuronale di Quadri.

Poi già che ci siamo tiriamoci dentro anche ul “negher”, che poracci, con tutte le sfighe che hanno, non ce n’è manco uno col coronavirus, anzi, dovrebbe essere l’Africa a chiudere le frontiere per tenere fuori gli europei. Come ha fatto l’isola di Ischia, in una situazione terribilmente ironica, vietando lo sbarco (divieto poi annullato dal prefetto) ai cinesi, ai veneti e ai lombardi.

Una frase importante l’ha detta un medico lombardo, Angelo Braga: “Sono un medico, vivo e lavoro in Lombardia, e sono preoccupato. Vorrei almeno che questa tragica esperienza ci insegnasse alcune cose: umanità, solidarietà, rispetto per la competenza e a non usare ogni cosa negativa per guadagnare 2 miserabili voti”. Scriveva inoltre il periodico Globalist:

“…sono due modi di interpretare il vergognoso comportamento di Matteo Salvini in queste ore drammatiche in cui il Coronavirus è scoppiato in Italia: o una totale mancanza di umanità mista a un istinto di sciacallaggio, oppure (ma una non esclude l’altra) una disperata mancanza di argomenti. Perchè è veramente indegno che, nonostante l’invito da tutte le autorità mediche a evitare polemiche per non fomentare il panico, nonostante il virus sia arrivato in Italia non dall’Africa ma da un manager lombardo che aveva viaggiato in Cina, Salvini continui ad attaccare il governo per non aver chiuso i porti …”. Tutte parole che potremmo serenamente girare a Lorenzo Quadri.

Alcune cose vanno comunque dette, per fare argine a queste cretinate e per tranquillizzare i più preoccupati:

  1. Il coronavirus è un’influenza. L’80% delle persone la prende in maniera lieve e se la fanno fuori in pochi giorni, come per una normale influenza. Il 20% deve essere ricoverato, di questi, il 2% è a rischio di vita.
  2. Il coronavirus ha un tasso di mortalità del 2%. La normale influenza stagionale dello 0,7. La sars aveva un tasso di mortalità del 9,6% e l’aviaria del 50/60%.
  3. È una questione di prospettiva. Nel mondo ogni giorno muoiono 24’000 persone di fame al giorno. Il che significa 720’000 al mese. Sono prevalentemente bambini, ma questo non ci preoccupa minimamente.
  4. Nelle varie fasce d’età, ad essere purtroppo maggiormente colpiti sono gli anziani. Il rischio di mortalità tra gli ultraottantenni che contraggono il virus è del 15% . E nei bambini fino a 9 anni? 0. Fino ai 40 anni è invece dello 0,2%, praticamente 10 volte sotto la media globale del virus.
  5. Nella sola Italia muoiono circa 3’000 persone all’anno per incidenti stradali, attualmente i morti per coronavirus al mondo sono 2’592.
  6. Scrive Maria Rita Gismondo, direttrice responsabile di microbiologia chimica dell’ospedale Sacco di Milano (che ha in degenza i pazienti lombardi e che si occupa di tutte le analisi per casi sospetti): “A me sembra una follia. Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Non è così”- e ancora- “Leggete! Non è pandemia! Durante la scorsa settimana la mortalità per influenza è stata di 217 decessi al giorno! Per coronavirus 1”
  7. In Baviera il primo caso di coronavirus è stato rilevato il 27 gennaio. Casi accertati una quindicina. 12 persone sono già state dimesse. Nessun panico né allarmismo.

Fa specie poi una cosa. Non abbiamo sentito né Quadri, né Galeazzi, né Denti (tutti e tre in apprensione per le nostre frontiere), preoccuparsi per uno dei più grandi assembramenti annuali in Ticino, peraltro frequentato da numerosissimi italiani: il Rabadan. Forse pensavano che l’alcol disinfettasse tutto? Oppure sapevano benissimo che prendersela col Rabadan, anche se logico, avrebbe fatto perdere i voti?

Bella questa preoccupazione per i ticinesi molto selettiva.