Tribunale penale sotto inchiesta

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Di recente sui giornali d’oltralpe sono trapelate alcune preoccupati indiscrezioni sul Tribunale penale federale di Bellinzona. Sono però soltanto le più recenti. Perché negli ultimi mesi, la stampa aveva più volte raccolto e dato voce ai malumori che da tempo serpeggiano all’interno delle aule della struttura giudiziaria. Si è ampiamente parlato di lotte di potere, rimborsi spese gonfiati ad arte e uno sforamento delle spese, di mobbing e perfino di sessismo. Insomma, tutti ottimi ingredienti a farne una vicenda perfetta per un legal thriller di successo.

Una storia d’intrighi, prevaricazioni e vendette trasversali che sembra avere tutte le carte in regola per diventare un vero e proprio bestseller. Un giallo giudiziario che non può non preoccuparci considerando che quello di Bellinzona è un tribunale in cui si prendono decisioni, vengono emesse sentenze pesanti su temi pesantissimi. Ecco perché, sulla scorta delle troppe voci finora circolate sui giornali, la Commissione amministrativa del Tribunale federale, la sua autorità di vigilanza, non se n’è stata con le mani in mano, ma ha finalmente avviato una procedura con la quale intende fare chiarezza sulle magagne di cui tutti mormorano.

Sabato scorso, ad essere tornato sul malaffare che caratterizza l’attività di gestione del Tribunale, è stato il Tages Anzeiger, rivelando come è ormai dal 6 di gennaio che a Bellinzona ci si è rimboccati le maniche e ci si è messi al lavoro per fare chiarezza riguardo alle voci che “contrastano con l’immagine di un organismo chiamato ad occuparsi di questioni della massima serietà come il terrorismo e il crimine organizzato”. Nell’occhio del ciclone ci sono soprattutto Sylvia Frei, eletta lo scorso 18 dicembre alla presidenza del Tribunale penale e il suo vice Stephan Blättler. Entrambi di area UDC, entrambi eletti nel corso di uno scrutinio che aveva visto un numero imbarazzante di schede bianche. A riprova dello scetticismo già allora più vivo che mai.

Solo ora si è però deciso di correre ai ripari cercando di fare chiarezza, provando a ridare lustro e autorevolezza a un’istituzione i cui membri dovrebbe dimostrare di possedere un codice morale all’altezza del loro importante e delicato compito. Ma, si sa, certe volte alle cattive abitudini ci s’affeziona e si fatica a tornare sulla retta via, o almeno non prima che la puzza di marcio ammorbi il vicinato. Ecco. Oggi sappiano che nelle sale del tribunale bellinzonese che peraltro ricordano e si rifanno nella loro struttura a un enorme cavità organica, manco fossimo all’interno di uno stomaco, o ancora meglio in un tratto intestinale, i borborigmi e gli spasmi digestivi hanno prodotto finora soltanto miasmi mefitici e tanto troppo malumore. Aspettando la quaresima, un po’ di dieta o forse anche di digiuno non potrà che fare a tutti del bene.

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