Un Büchi nell’acqua

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È quello che rischia Cornelia Büchi, candidata UDC al Gran Consiglio turgoviese. Un grosso buco nell’acqua, dovuto alla sfortunata idea di posare per le foto elettorali non solo con la camicia onnipresente dei contadini svizzeri, che sembra ormai la divisa dei democentristi, ma anche con un fucile mitragliatore.

Solo in Svizzera o forse negli USA, un candidato si mette a posare con un fucile in mano per le elezioni. Nella terra dei bisonti la lobby delle armi, la RNA, è potente e in certi stati il diritto a girare armati come Wyatt Hearp un diritto inalienabile. Da noi, l’esercito di milizia e il tiro sportivo la fanno da padrone, soprattutto nei cantoni della Svizzera centrale.

È stata però una pessima idea quella della candidata UDC, Infatti alcuni internauti, contribuendo così a innescare un’ondata negativa, le hanno ricordato l’eccidio di Zugo del 2001, quando un folle entrò proprio in parlamento, falciando 15 persone. Uno dei fatti di sangue più eclatanti nella storia moderna del nostro paese.

A prescindere dall’amore che uno possa avere per il suo hobby (la Büchi è una tiratrice), riteniamo comunque fuori luogo per un politico posare con un fucile puntato contro i potenziali elettori. Il messaggio, anche per i ragazzi, non è tra i migliori. La politica che dovrebbe occuparsi della cosa pubblica e di conseguenza anche della sicurezza, non può veicolare la propria immagine con queste pose da Far West, come a dire che la vera giustizia si dispensa non con la legge ma col piombo.

La verve viriloide e guerrafondaia di Cornelia si schianta così contro la riprovazione popolare, che non ritiene evidentemente necessario, per una candidata, ribadire certi stilemi che sono magari normali a El Paso, ma non certo nella pacifica Svizzera.

“Sono scioccato: l’ultima volta che un fucile d’assalto è entrato in un Gran Consiglio sono morte 14 persone! Lei fa pubblicità con uno strumento di morte! È di pessimo gusto, imbarazzante e imperdonabile. Non pensa alle vittime?”– e ancora- “Anche come tiratore lo trovo di cattivo gusto. La signora non ha una buona mira nemmeno in campagna elettorale”*

Solo un paio delle considerazioni esternate sui social dagli internauti. Il massacro di Zugo è evidentemente rimasto stampato a lettere di fuoco nella testa di molti. Ricordiamo che giovedì 27 settembre 2001 alle 10.30 uno squilibrato entrò, nel parlamento di Zugo, aprendo il fuoco all’impazzata sui politici presenti, uccidendo tre consiglieri di Stato e 12 parlamentari per poi rivolgere l’arma verso se stesso e suicidarsi.

L’autore della strage era un cittadino svizzero, Friedrich Leibacher, armato di un fucile d’assalto. L’uomo, a cui già nel 1996 era stato diagnosticato un disturbo psichico, aveva attuato il suo intento in seguito a un ricorso amministrativo rifiutato dal consiglio di Stato.

*Traduzioni tratte dall’articolo di ticinonews

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