Vuoi venire per 52 franchi?

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Sgomberiamo il campo dalle elucubrazioni. Parlare di queste cose serve. Serve a molto, anche perché, sennò, chi le fa si illude di essere divertente, furbo e anche un simpaticone e continua a farle.

Ci sono degli atti di razzismo? Non parliamone, sennò diamo visibilità ai razzisti. C’è uno stupro? Non parliamone, urta la gente, e poi diamo visibilità agli stupratori. Lorenzo Quadri dice boiate inenarrabili? Meglio non discuterne sennò ha ancora più visibilità.

Bar Lungolago, che come ogni anno, prepara la festa della gnocca per il 7 marzo, con dei menù che nell’intento dovrebbero essere goliardici, suppongo, e invece riescono solo a svilire la donna? Non parliamone, così gli facciamo pubblicità e gli arriva più gente. Sento sempre questi ragionamenti.

Ne abbiamo parlato anche negli anni passati (leggi qui sotto), i menù, fantasiosamente volgari mantengono la loro impronta fortemente sessuale, che peraltro non fa un favore alle donne, anche perché a ben vedere sono visti nell’ottica del piacere maschile e non femminile.

Il problema non è il sesso. Anzi, ammiro le donne che sono sessualmente lbere da pastoie e che parlano tranquillamente di sesso e del piacere che questo procura, anche magari parlando di sexy toys. Piacere femminile, rivolto alla donna. L’operazione che fa ogni anno il Bar Lungolago di Locarno è un po’ triste, ma soprattutto continua a ribadire un concetto contro cui le donne si battono da anni, la difesa della dignità. Quello che traspare dal menù, anche un po’ imbecille, è proprio la mercificazione della donna, che è buona, e scusate, solo per mettersi a pecorina e prendertelo in bocca. Piatti con nomi coloriti come: “doppia ingroppata”, “a pecorina nella stalla” o “eeee adesso…in bocca…looo tutto”. Lasciano una grande amarezza. E faccio onestamente fatica a pensare a una donna che va in un locale del genere lieta di diventare uno zimbello sessuale, perché è questo il messaggio che passa. Ci manca solo un bel cappellino in rosso con scritto “Dai che ti piace”.

Le ciliegine sulla torta? Un bel bicchiere di aglianico, definito “squirtone”*, oppure “blow job (pompino) al laguna, leccati le dita”.

Concludiamo con il prezzo: goduta completa 52 franchi…ah, ci sono anche i camerieri sexy.

Visibilità in più? No. Parlarne è importante, è politica. Esprimere il proprio dissenso e la propria indignazione è un dovere. Nessuno di voi penserebbe, se vedesse un borsaiolo scippare una nonna “meglio tacere, sennò poi ci sono più scippi”.

Ecco, non è una regola di ferro, ma se io parlo male di un locale, di solito non gli faccio guadagnare clienti. D’accordo, le tapine che trovano divertente la cosa continueranno ad andarci ma noi no, e magari nemmeno i nostri amici, e magari a un certo punto i geni del Lungolago la smetteranno di essere così offensivi convinti di fare una cosa divertentissima o pubblicitariamente pagante. Dipende da noi, dalla nostra indignazione, dalla nostra pressione popolare, se volete scrivere due righe ai signori potete farlo(Lungolago Locarno), con educazione beninteso, sulla loro pagina, nel post che pubblicizza la serata, sarete in buona compagnia.

* L’eiaculazione femminile, consiste nell’espulsione di liquido dai condotti parauretrali attraverso e intorno all’uretra della femmina umana durante o prima di un orgasmo. È colloquialmente nota, soprattutto grazie al cinema pornografico, anche coi termini inglesi squirting o gushing.

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