“Al mondo non c’è nulla di stabile…”

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Il tumulto è la nostra sola musica”. Scriveva John Keats nei primi anni dell’800. Il poeta britannico affermava una grande verità, una verità che ci accomuna tutti, e cioè la paura dovuta al continuo cambiamento, all’instabilità e alla mutabilità di cose e persone. Non esiste infatti al mondo qualcosa o qualcuno o situazione che non muti prima o poi e questi cambiamenti, nella maggior parte di noi, preoccupano e generano paura. Sono emozioni difficili da controllare che spiazzano e creano insicurezza. Perché come scriveva Lorenzo il Magnifico “di doman non v’è certezza”.

I cambiamenti nella nostra vita, nel nostro corpo, nelle relazioni come pure nel luogo in cui viviamo, il nostro Paese ma anche il mondo stesso sono eventi imprevedibili e incontrollabili che ci sorprendono sempre perché poggiano sulle sabbie mobili.  Il virus che saltella da un individuo all’altro in questi ultimi giorni invece è un’altra cosa. Lui le certezze ce le mostra in tutta la loro pericolosità. Purtroppo per la consapevolezza di quello che può succedere, ma anche per fortuna, perché ci mostra come poterlo combattere e, speriamo presto, fermare.  

Quindi, è vero che si teme quello che non si conosce, ma è anche vero il contrario. La differenza è che nel primo caso è una paura dell’incognita, mentre nel secondo delle conseguenze. In entrambi i casi si tratta di eventi incontrollabili che ci costringono ad arrenderci al non-controllo. Combattere la paura è possibile, esistono tanti metodi più o meno validi. Almeno credo. Io, per la verità, non ci ho mai provato. E infatti le cose che temo mi creano sempre un gran disagio e mi fanno sentire vulnerabile.

“Andrà tutto bene”. No, non è la risposta della mia mente alla paura che provo. Questo messaggio, accompagnato da sorrisi, stelle, cuoricini e quadrifogli, è apparso negli scorsi giorni nella vicina Lombardia. Centinaia di post-it colorati appesi ovunque, porte, negozi, chiese, giardini, destinati sicuramente a infondere speranza e ottimismo a tutti coloro che si sentono preoccupati di non riuscire a guadagnare abbastanza per far fronte alle spese o semplicemente di ammalarsi o di perdere una persona cara.

Da molti chiamato “il consolatore”, questa persona (o persone) ha sicuramente dato una carica di fiducia e coraggio in questo difficile momento. Sui social lo si può trovare seguendo l’hashtag #andrà tutto bene o #forza lombardia. Alla fine, la paura non ti passa perché il cambiamento come anche il virus restano delle incognite, ma affrontare il problema con più ottimismo infonde fiducia e facilità a cogliere i lati positivi, per esempio la consapevolezza di non essere soli ad affrontare questa battaglia.

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