Cambiamo sistema, non sprechiamo l’occasione

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Forse qualcuno pensava che il cambiamento di paradigma sarebbe stato indolore, o accompagnato da arcobaleni ed unicorni, che ci avrebbero resi tutti più buoni…Ma non sarà così, e percepiamo già tutti che non sarà indolore inizialmente. Questa faccenda non è paragonabile ad una guerra, o ad una catastrofe naturale.

Non ci sarà, salvo si prolunghi oltremodo, alcuna devastazione o distruzione di infrastrutture. Non ci sarà dunque da ricostruire nulla di materiale, con cui fare “ripartire” l’economia. Questa sarà una crisi finanziaria e monetaria globale di dimensioni mai viste, che porterà a dover rivedere completamente le nostre idee sul ruolo dello Stato, dei suoi modelli di finanziamento ed in ultimo della sua funzione stessa. Sarà il caso che le grandi scuole ed i professori di economia, comincino a spremersi le meningi, e che si comincino a prendere sul serio le opere di economisti e pensatori considerati marginali, perché l’economia come l’abbiamo conosciuta, per un po’ la studieremo sui libri di Storia.

Volenti o nolenti, da un sistema che oscilla sempre tra irragionevoli esuberi di certi beni e servizi, e la cronica mancanza o carenza , di altri, dovremo approdare ad uno che stia in “equilibrio”. Ma un sistema sta in equilibrio, quando la ponderazione delle sue componenti è “equa”. Tempo, lavoro, tempo “libero”, consumi, spostamenti, estrazione di materie prime, produzione, trasporti, distanze, salute fisica e mentale, risorse, ambiente, qualità della vita, gioia di vivere, senso delle cose, sono tutte sfere e ambiti che amiamo percepire come separati, ma in realtà sono talmente interconnessi da rappresentare un continuum dello stesso unico fenomeno.

Senza un modello ampiamente condiviso che armonizzi questi fattori, e che crei opportunità di benessere ragionevole, ma diffuso tra tutti, saremmo e saremo sempre alla mercé di eventi sui quali non abbiamo evidentemente nessun controllo. Non sprechiamo questa occasione per nessun motivo.

Marco Kimball

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