Coronavirus, l’importanza di uno STATO forte

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Praticamente tutta la popolazione sta vivendo una situazione nuova che conosceva solo dai racconti dei bisnonni o dai libri di scuola. Molte delle nostre sicurezze, certezze, ambizioni personali vengono messe in discussione da questo preoccupante ceppo di coronavirus. Settimana scorsa per lavoro mi sono recato a Braggio, in val Calanca, un piccolo paesino raggiungibile unicamente tramite una teleferica e salendo con la stessa, tra il bosco, intravvedevo vecchi terrazzi, ormai abbandonati, che servivano a guadagnare qualche prezioso fazzoletto di terra per piantare patate e cereali. Il villaggio con il proprio vecchio mulino, il lavatoio e altre strutture comunitarie trasmette un forte senso di comunità solidale. La mia riflessione va all’ultima guerra mondiale ove questo fiero popolo di montagna è sopravvissuto, sicuramente con molti sacrifici, con i pochi prodotti alimentari coltivati sul proprio territorio. Mi immagino una società povera ma molto solidale dove il ricco aiutava il povero, il forte aiutava il debole, il giovane aiutava il vecchio, in poche parole una grande famiglia che si rispettava.

Oggi invece la nostra società moderna è diventata sempre più egoista, individualista ed egocentrica e anche in politica vi sono sempre più attacchi allo Stato sociale al fine di privatizzarne i settori più redditizi nella logica del profitto. Nel nome della globalizzazione e del profitto abbiamo svenduto tante nostre attività produttive e oggi il Ticino, rispetto a un Braggio autosufficiente nel periodo di guerra, produce troppo poco in ambito alimentare. Non siamo autosufficienti in tanti e forse troppi settori strategici della nostra società e con i soldi, malgrado anche la presenza di contratti, in un periodo di grave crisi globale come questo, non si ha la garanzia di ricevere un determinato prodotto. I soldi non sono commestibili.

Ora non è il momento di polemiche ma presumo che in queste ore tutti stiano apprezzando la presenza di uno Stato forte e di un sistema sanitario performante per tutti e questo deve essere un capo saldo per le prossime decisioni politiche di questo Cantone. Il sistema è fragile e andranno prese quelle decisioni che sostengono uno Stato forte: un servizio pubblico, un sistema sanitario e delle prestazioni sociali solide perché le loro lacune non sono sopportabili soprattutto in periodo di crisi.

Al cittadino fare prova di senso civico, responsabilità personale, disciplina. Una maggiore solidarietà farà bene a tutti e ci permetterà di affrontare e sconfiggere, come popolo ticinese, questo maledetto virus. Grazie di cuore a tutte le persone che operano nel settore sanitario che hanno già fatto un lavoro straordinario e che saranno chiamati a fare i miracoli nelle prossime settimane. Grazie a chi lavora nelle catene dell’approvvigionamento, nei servizi utili alla società. Per le polemiche ci sarà tempo domani. Le numerose azione di solidarietà e di aiuto al prossimo, da parte dei cittadini, messe in piedi negli scorsi giorni ci fanno ben sperare. Forza Ticino! Uniti siamo più forti! Uniti ne usciremo!

* candidato al Municipio di Bellinzona e al consiglio comunale per l’unità di sinistra.

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