È arrivata la pandemia?

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Lo spettro di una malattia infettiva in grado di propagarsi in tutto il mondo alleggia sull’Umanità fin dalla notte dei tempi. La pandemia, dal greco pan-demos, ovvero “tutto il popolo” si espande rapidamente seminando ovunque panico e morte. A rendere possibile il suo espandersi a macchia d’olio, la mancanza di un vaccino e quindi di difese immunitarie nei confronti di un agente patogeno altamente virulento.

Negli ultimi trecento anni si sono verificate almeno una decina di pandemie. Fra le più recenti vanno ricordate l’influenza spagnola nel 1918, l’asiatica nel 1957, l’influenza di Hong Kong nel 1968 e l’HIV. La Spagnola arrivò a mietere, stando alle stime più generose, più di cento milioni di morti in tutto il mondo. Oggi che sfioriamo gli otto miliardi, quasi quattro volte la popolazione di allora, anche un’influenza non molto aggressiva, potrebbe uccidere molti milioni di persone.

Che la pandemia attesa a breve termine da chi studia questo fenomeno sia davvero quella di coronavirus è ancora difficile dirlo. Lo si temeva già con il virus H5N1, l’influenza aviaria che qualche tempo fa aveva interessato l’Asia. Non è possibile sapere esattamente quando questa colpirà, o se sarà grave come quella del 1918 o più simile a quelle del 1957 o del 1968. Quello che però non si può escludere è che sia in arrivo e che possa decimare drasticamente la popolazione umana.

Malgrado non se ne possano prevedere gli effetti, prepararsi a questo tipo di evento è assolutamente fondamentale. Soprattutto considerando che la trasmissione di un virus potenzialmente pandemico come il Covid-19 ha probabilmente visto la sua genesi con un salto di specie, passando cioè da un animale (forse un pipistrello o un serpente) all’uomo. È così che si è creato un nuovo virus, capace di trasferirsi da uomo a uomo.

Non essendo mai circolata fino a quel momento, questa versione del virus troverebbe buona parte del genere umano impreparato dal punto di vista immunitario. Ed è questa la possibile genesi di una pandemia. Lo è insieme ad alcuni fattori cruciali di virulenza. Ecco perché la pandemia del 1918 ha ucciso più persone di quelle del 1957 e del 1968 messe assieme. E tra le caratteristiche più subdole del Covid-19 c’è il fatto che può avere un decorso asintomatico, cioè presentare casi di pazienti infetti che possono trasmettere il virus ma senza accusare febbre o particolari problemi respiratori.

E allora cosa possiamo fare per non farci cogliere impreparati di fronte alla prossima pandemia?L’Oms ha ipotizzato un piano da attuare nel caso dovesse davvero arrivare. Proprio pensando a questo scenario il dipartimento della Sanità statunitense e altri enti nel resto del mondo hanno potenziato la ricerca per la produzione di un nuovo vaccino. Ma, come abbiamo potuto vedere in questi giorni, tutto questo non basta. È necessario coordinare operatori sanitari e medici in accordo con le decisioni politiche necessarie a tamponare il dilagare dell’epidemia.

Il collasso commerciale causato dalla pandemia sui paesi industrializzati sarà il primo vero test della flessibilità del sistema globale soprattutto considerando che il commercio mondiale si basa sulla rintracciabilità di beni e servizi in tempi rapidi, una brusca caduta dell’economia globale inciderebbe in modo drammatico sulla capacità di rispondere alla richiesta di beni essenziali come generi alimentari di prima necessità e farmaci.

Cosa questa che, in parte, stiamo già vedendo pensando alle mascherine necessarie per proteggersi dal contagio del Covid-19. L’equipaggiamento medico degli ospedali potrebbe così esaurirsi rapidamente ed essere insufficiente entro qualche giorno dallo scoppio di una pandemia. Sarà inoltre necessaria un’enorme quantità d’assistenza medica. I medici si ammaleranno e moriranno come chiunque altro, forse perfino in percentuale maggiore se non avranno a disposizione gli strumenti adeguati per proteggersi. È probabile che si arruolino allora come personale medico dei volontari che abbiano sviluppato una risposta immunitaria nei confronti del virus, avendolo contratto e superato, ma ecco, qui davvero ci addentriamo in scenari che, per fortuna, al momento sono ancora di là da venire. Quel che è certo è che una pandemia globale non potrà che infliggere moltissimi danni a tutti, nessun Paese escluso.

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