Il Pagellone al tempo del Corona Virus

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Siamo nel bel mezzo di una tempesta.  Lo sappiamo, ma quasi ogni giorno da due settimane ci hanno messo davanti le loro decisioni, spesso sofferte, spesso dettate da criteri comprensibili o meno. Ce le siamo prese, ci abbiamo e ci stiamo convivendo. Ma vediamo di tirare le prime somme.

MERLANI: Abbiamo capito a cosa serve la figura del medico cantonale. È stata la prima persona ad entrare nelle nostre case a spiegarci a cosa stavamo andando incontro, quali misure erano da prendere, cosa ci stava aspettando. Ha mantenuto una linea, chiara, cercando di evitare il contagio intergenerazionale, a costo di tirarsi addosso le ire di metà delle famiglie ticinesi. Ha dovuto fare poi i conti con i giochi della politica e con un UFSP che non ha mai davvero ascoltato gli allarmi lanciati a sud delle Alpi. Da allora si limita a ripetere le raccomandazioni e dare le cifre di quella che a tutti noi pare sempre più una catastrofe annunciata. Sicuri che dietro le quinte sta cercando di tenere insieme i pezzi e coordinare questa emergenza non ci resta che dirgli solo grazie: VOTO 5

DE ROSA: neofita nel ruolo di Consigliere di Stato si trova a capo della più grande mobilitazione sanitaria che questo Cantone ricordi.  Non lo invidiamo di certo, e diciamolo, ci è piaciuto, e i suoi interventi sono di un livello superiore rispetto ai suoi colleghi, rispettando la concordanza. La situazione sanitaria è poi diventata federale, ma De Rosa, insieme a Merlani, ha dovuto fare da rompighiaccio. VOTO: 4.5

VITTA: Da quando ha preso parola lui la questione si è incrinata diventando da sanitaria a economica. Il danno economico che le ditte, gli imprenditori e gli indipendenti stanno subendo e subiranno in questa situazione è enorme, grave e vanno date delle misure adeguate, ma senza mettere a repentaglio una situazione sanitaria che deve essere primaria. Invece,dal “gli imprenditori non saranno soli”, ci siamo trovati con ditte che portano avanti indisturbate lavori non necessari mentre i posti letto diminuiscono ora per ora. Le priorità. VOTO: 3    

 BERTOLI: Ha sposato la linea di Merlani e sulla chiusura delle scuole ha tenuto duro, venendo poi però sconfessato poche ore dopo l’ultimo annuncio di mantenimento delle lezioni. Le crepe tra il DECS e il mondo della scuola venutesi a creare con la Scuola che verrà sono tornate in superficie e alcuni Comuni hanno deciso di andare per conto loro, opponendosi all’apertura, e trovando poi ragione. I toni volati nelle ultime ore di Bertoli davanti alla chiusura delle scuole hanno messo a nudo le fragilità del capo del DECS verso la propria base operativa. Scricchiolante. VOTO: 3,5

GOBBI: Da come sempre l’impressione di tenere in mano il proprio dipartimento con il pugno di ferro. Se ne guarda bene di andare fuori dal seminato e non fa nulla, da leghista duro e puro, per chiudere le frontiere quando aveva in mano tutti gli assi da giocare. Nella conferenza stampa dove si annunciava l’ipotesi di spostare le elezioni comunali sembrava pronto a farlo li, sul momento, invece come una Cenerentola scappa solo a due minuti a mezzanotte, come in balia dei malumori dei partiti che volevano fare quest’ultimo ballo elettorale a tutti costi, o per l’imbarazzo di trovarsi in linea con il PS. Convoca una conferenza stampa in una stanza troppo piccola per la stampa, senza un confronto diretto. Capitani coraggiosi. VOTO: 3

REGAZZI: Si toglie le vesti di rappresentante del popolo ticinese a Berna e difende a spada tratta la sua categoria professionale quella degli imprenditori e sa infilarsi tra le maglie della politica cantonale in maniera prepotente. A tratti sembra dettare lui i tempi e modi per gestire la situazione, e per suo tornaconto  e per i suoi amici di Aiti gestisce benissimo. Salute prima di tutto inizia per S, ma la E di economia viene prima. VOTO: 2

KOCH(UFSP): Dalla faccia Koch pare che sia esperto in malattie epidemiche perché le ha provate tutte sulla sua pelle.  L’impressione è che per una decina di giorni ci abbia lasciato fare per vedere cosa succede, per poi seguire ad onda le decisioni prese in Ticino fino superarle con la chiusura di tutto il 19 aprile. Ancora qualche giorno fa però mentre noi guardavamo le bare di Bergamo passarci dall’altra parte della ramina e con i richiami a stare a casa, non esclude la riunione conviviale tra amici per farsi compagnia. Ci ha fatto sentire ancora una volta Berna una realtà troppo lontana, come se ce ne fosse ulteriore bisogno. VOTO 3

CASSIS: La voce del Ticino a Berna è fioca, appiattita.Colui che una volta era al posto di Merlani non sembra influenzare di molto il dibattito politico a Berna per portare la voce di un Cantone circondata dall’area più devastata da un emergenza sanitaria. Ci aspettavamo di più in questa prima fase. VOTO 3

BERSET: È finalmente arrivato in Ticino il Ministro dell’Interno. Avrebbe voluto arrivare prima, ma se non altro è stato il primo a portare la solidarietà della Confederazione, almeno a parole. Lo aspettiamo sui fatti. VOTO 4.

ZALI: Non lo abbiamo ancora sentito e percepito, l’unica sua presenza, oltre alle conferenze stampa, è immortalato in un aperitivo elettorale nel mezzo dell’emergenza insieme a Gobbi. VOTO :s.v 

Siamo solo all’inizio di questa emergenza, ci aspettano tempi duri e decisioni difficili, rinunce e sacrifici. Speriamo vivamente di arrivare alla fine di questa esperienza potendo ricordare questi personaggi con stima, rispetto e forse ringraziarli per il lavoro profuso. Per ora, di fronte a una cosa che neanche noi sappiamo rapportarci possiamo solo fare una cosa. STARE A CASA e guadagnarci un bel voto anche noi, altrimenti finiremo ad avere una valutazione come il numero di posti letto in Ticino se continuiamo a fregarcene: insufficienti.

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