Il papà degli omini LEGO

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Sorriso sornione, due baffoni da vichingo e lo sguardo curioso. Ce lo vogliamo ricordare così il disegnatore danese Jens-Nygaard Knudsen. Chi? Certo, il suo nome dirà poco o nulla alla maggior parte di tutti noi. Poi però, se aggiungo che è stato l’inventore degli omini della LEGO, denominati ufficialmente mini-figure, ecco che probabilmente negli occhi di molti si sarà nel frattempo accesa una lucina. Quella del ricordo di un infanzia felice trascorsa a giocare coi mattoncini di plastica più famosi al mondo.

Jens-Nygaard aveva 78 anni e si è spento mercoledì. Ricoverato in una casa di riposo sulla costa occidentale della sua Danimarca, era da tempo malato di sclerosi laterale amiotrofica. La notizia della sua morte è stata confermata su Twitter dall’azienda per la quale aveva lavorato dal 1968 al 2000 sfornando idee a getto continuo, così come ricordano bene i suoi colleghi. E LEGO, a partire dal 1978, quindi fin dai primi che erano tutti gialli, di pupazzetti ne ha nel frattempo prodotto diversi miliardi di pezzi.

Un progetto sul quale il loro creatore aveva lavorato per diversi anni arrivando alla conclusione che i celeberrimi omini non avrebbero dovuto avere né sesso o razza, ma casomai un’espressione sorridente in viso, per permettere ai bambini di immaginare liberamente la loro identità. E costruire con loro mondi e storie di fantasia senza che quest’ultima potesse correre il rischio di essere ingabbiata. O condizionata da modelli forse anche più pericolosi. Scegliendo che i pupazzetti fossero gialli perché quello era stato il colore preferito emerso da un sondaggio.

“Naso di legno, cuore di stagno, burattino, quando diventerai un bimbo come noi. Pan di mollica, scansafatiche, dove vai? Sono un burattino, non mi fermo mai! Con le mie scarpe di zuppa e pan bagnato, il vestitino di carta colorato, farò i dispetti a chi sarà cattivo, e sarò buono con chi mi dice bravo!”, verrebbe tanto da cantare, pensando al papà degli omini della LEGO. Un Geppetto dei giorni nostri capace di regalare a moltissimi di noi che oggi sono adulti, tanti piccoli Pinocchio, burattini di un mondo nel quale, le regole, ancora per un po’ le potevamo decidere noi.

Ecco forse spiegato perché il successo di questi nostri piccoli compagni di gioco non si è mai spento, ma ha continuato ad ardere e a brillare, malgrado le mode e le espressioni sul loro volto siano radicalmente cambiate. E molti di noi, nel frattempo, si è diventati grandi. Mentre loro resistono ancora. Capaci di animarsi e regalare, anche alle generazioni future di bambini, storie uniche, ambientate di volta in volta in luoghi magici: da un galeone pirata, al famoso Castello di Hogwarts di Harry Potter, passando per quella galassia lontana lontana di Guerre Stellari.

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