Il virus fa tremare il trono saudita

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Mohammed Bin Salman, principe ereditario in carica attualmente, elimina altri parenti, in disaccordo con la sua leadership. Colpevole il virus che ha fatto crollare il prezzo del petrolio.

Ormai confortato dal successo dell’affare del secolo, ossia la privatizzazione del 5% di ARAMCO, Azienda Statale di Idrocarburi Sauditi (leggi qui sotto), Mohammed Bin Salman, arrogante ed ambizioso trentacinquenne rampollo della casa reale saudita, nominato il 21 giugno 2017 come primo in linea di successione al trono, si muove senza guardare in faccia a nessuno.

Sono finiti in manette in questi giorni tre membri della famiglia reale, il fratello più giovane del Re Salman, il principe Ahmed Bin Abdelaziz, l’ex principe ereditario Mohammed Bin Nayef e suo fratello principe Nawaf Bin Nayef.

A ordinarne l’arresto è stato il principe ereditario, con l’accusa di “tentato golpe”.

In realtà si tratterrebbe dell’ennesimo intrigo di corte, una sorte di mossa del Cigno Nero per eliminare possibili rivali per il futuro del trono. Gli arrestati rischierebbero pene molto pesanti, fino alla morte.

Il principe Ahmed Bin Abdelaziz, unico in vita tra i fratelli del Re Salman, discendente diretto del fondatore del regno Al Saud, non condivide la visione autoritaria e modernizzatrice del nipote. Ahmed rappresentava una minaccia perchè fino all’ascesa di Re Salman e del figlio MBS, il trono saudita era passato di fratello in fratello, e a lui sarebbe spettata la successione se il fratello non avesse deciso di puntare sul proprio figlio.

Mohammed Bin Salman, dopo essere stato nominato futuro Re, per rinsaldare il suo potere avvia una spietata purga che porta all’internamento di una dozzina di principi dignitari reali, arrestati con l’accusa di corruzione.

Sotto suo ordine il Paese ha continuato a violare i più elementari diritti umani; ha fatto assassinare il giornalista Kashoggi, ha represso la libertà di espressione, pratica condanne a morte e commette crimini di guerra nello Yemen. Nella macroarea mediorientale continua a giocare un ruolo destabilizzante, finanziando guerre e terrorismo.

Il suo nervosismo, che lo ha portato a creare questo terremoto a palazzo reale, può dipendere dalla delicata fase di incertezza dovuta all’impatto del coronavirus, che ha drasticamente ridotto il prezzo del greggio, portato a circa 40 dollari al barile (un barile corrisponde a 159 litri), principale fonte di reddito del regno.

Fenomeno che, insieme alle ingenti spese nel comparto bellico, obbligherebbe lo Stato a tagliare molti dei sussidi che assicurano lo stabilità del Paese, mentre i piani dell’intollerante principe ereditario di diversificare l’economia saudita stentano a vedere la luce.

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