Il virus viaggia in seconda classe

Di

Mentre in tutta la Svizzera il contagio da Covid-19 cresce (ad oggi i contagi sono 476 e i morti tre), al contrario della vicina Italia le nostre autorità sanitarie mantengono un atteggiamento prudente sulle misure di restrizione del movimento dei cittadini. 

Se la vicina Lombardia – ma da due giorni tutta l’Italia – ha deciso di bloccare tutti gli spostamenti eccetto quelli per lavoro e per il movimento delle merci, in Svizzera si continua a muoversi come se non fosse in corso un’emergenza internazionale, ad andare a scuola e nei musei. L’Ufficio federale della Sanità pubblica ha infatti vietato per il momento solo gli eventi che possono raggruppare più di 1.000 persone. In Ticino, cantone più colpito, questa cifra scende a 50 persone, e ieri è stato decretato lo stato di necessità con la chiusura delle scuole post-obbligatorie e di tutti i luoghi di assembramento e limitazioni per gli esercizi pubblici che rimangono aperti.

Ma se le autorità fanno mostra di un aplomb a prova di panico, le cittadine e i cittadini, costretti a recarsi al lavoro come ogni giorno, cominciano a farsi qualche domanda. E da buoni svizzeri provano a seguire le regole di buona condotta stabilite dallo stesso Ufficio federale della Sanità pubblica : lavarsi bene e spesso le mani, evitare le strette di mano, tossire e starnutire in un fazzoletto e nella piega del gomito.

Tra questi consigli ce n’è uno particolarmente importante: tenersi a distanza gli uni dagli altri, quando si sta in fila, quando si partecipa a una riunione… E quando si prende il treno pieno di gente che sta andando al lavoro?

La domanda se la sono posta tra gli altri i viaggiatori di un treno che porta i pendolari tra Ginevra e Losanna: usando del loro buon senso hanno chiesto al personale ferroviario di aprire a tutti anche i vagoni di prima classe per evitare l’assembramento dell’orario di punta. La risposta è stata negativa.

Contattate dal quotidiano “20 minutes” le FFS hanno confermato: la prima classe non si apre. Un responsabile ha dichiarato al giornale: “Applichiamo le prescrizioni dell’Ufficio federale della Sanità pubblica in materia di prevenzione del coronavirus. Per il momento l’UFSP non ha ordinato altre misure che concernono il trasporto pubblico. Non è dunque prevista l’apertura delle prime classi a tutti i clienti”.

Ci dicono che ci vuole responsabilità e unità per arrestare la diffusione della malattia. Ma se siamo tutti nella stessa barca – anzi, nello stesso treno – allora bisogna dimostrarlo. Altrimenti a qualcuno potrebbe venire il dubbio che non tutti siamo uguali di fronte al virus. Un virus di classe.

Notizia:

https://m.20min.ch/ro/news/suisse/story/Ouvrir-la-1ere-classe-pour-faire-de-la-place–c-est-non-27634523

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!