La classe media più pericolosa del virus

Di

È abbastanza raro che un documentario televisivo riesca a trattare in modo completo un tema economico complesso. Arte Tv ci è riuscita approfondendo un tema centrale del quel si parla molto, ma raramente dandone una spiegazione esauriente. (vedi qui sotto)

(https://www.arte.tv/it/videos/078202-000-A/i-nuovi-poveri-la-fine-della-classe-media-europea/)

Stiamo parlando della fine della classe media europea e delle conseguenze che questa comporta. Trent’anni di politiche neoliberiste hanno eroso il potere d’acquisto di una parte consistente della popolazione, generando indebitamento, precarietà, disagi sociali e psicologici e soprattutto la speranza nel futuro delle giovani generazioni.

La storia in breve. Con l’arrivo al potere di Margaret Thatcher e Ronald Reagan, inizia il neoliberismo ispirato da Milton Friedman e dai suoi Chicago Boys. L’obiettivo è quello di ridurre il ruolo dello Stato liberalizzando e deregolamentando il mercato. Le nuove idee fanno breccia in tutta Europa ma, contrariamente a quando ci si potrebbe aspettare, a intaccare maggiormente il modello precedente sono alcuni personaggi di primo piano della socialdemocrazia, primo fra tutti Mitterand, seguito a ruota dai vari Blair, Schroeder per terminare con Renzi, senza dimenticare Clinton negli Stati Uniti. Grazie a questi personaggi – evidentemente supportati dai partiti di destra e di centro – le garanzie sociali e lavorative costruite nel secondo dopoguerra, vengono progressivamente smantellate. La sinistra abbandona la classe operaria, generando una crescente precarietà che il filmato di Arte evidenzia molto bene.

Una parte consistente della popolazione perde i sui riferimenti politici tradizionali e, incapace di capire la complessità del sistema, si indirizza verso i movimenti nazionalisti e di estrema destra i quali propongono ricette semplicistiche che però fanno presa. È infatti molto più facile prendersela con gli stranieri, gli immigrati o i burocrati di Bruxelles, che non con i meccanismi complessi del mondo odierno. Questo anche perché coloro che avrebbero dovuto spiegare queste dinamiche, rimanendo a stretto contatto con la popolazione, hanno abbandonato il campo e/o abdicato di fronte alla propaganda martellante e capillare del neoliberalismo. Naturalmente alcuni hanno cercato di resistere, ma senza grande successo e soprattutto senza seguito.

Ora i nodi di un modello che ha puntato tutto sulla finanziarizzazione stanno venendo al pettine. Un virus anomalo (ma per molti aspetti normale) sta mettendo in ginocchio il sistema economico mondiale basato su una circolazione assurda di merci, servizi e persone. In prospettiva di medio e lungo termine, il problema sta però nell’indebolimento della classe media che da sempre – perlomeno dalla consolidazione della rivoluzione industriale – è il pilastro sul quale poggia la crescita economica e sociale. Uscirne non sarà semplice nonostante organizzazioni atipiche come Fmi e Ocse abbiano sottolineato la necessità di cambiamenti adeguati. In realtà la fine della classe media potrebbe essere ben più distruttiva per l’economia mondiale del coronavirus. Guardate il servizio di Arte Tv e capirete il perché.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!