La lezione di Albert Sabin

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“Un buon ricercatore deve avere enorme curiosità, tenacia e una grande onestà. Se una sua scoperta gli sembra troppo bella per essere vera, ci sono buone possibilità che non lo sia”.

Albert Bruce Sabin non è stato solo uno dei maggiori ricercatori della storia della medicina del novecento, Sabin – che mise a punto e perfezionò un vaccino orale per la poliomielite – è infatti anche uno dei più grandi benefattori dell’Umanità. Albert Bruce nasce il 26 agosto del 1909 nel ghetto di Bialystock, una città dell’attuale Polonia. Figlio di un artigiano ebreo, Sabin s’imbarcò per le Americhe che aveva solo quindici anni.

A venti si ritrova a essere uno studente modello in odontoiatria alla New York University. A folgorarlo, sulla via che lo porterà dopo la laurea in medicina a Cincinnati, c’è la lettura di un libro: “I cacciatori di microbi” di Paul de Kruif. È questa la ragione per la quale cambierà inizialmente facoltà e deciderà di occuparsi di virologia e microbiologia per il resto della sua vita. Per almeno trent’anni lavorerà all’università di Cincinnati iniziando come assistente del dottor William H. Park, lo scoprito del vaccino contro la difterite.

Iniziai quasi per caso – raccontava Sabin a proposito della scelta di occuparsi di una malattia invalidante come accadeva all’epoca con la poliomielite – Avevo appena terminato gli studi di medicina a New York, nel 1931. Un mese dopo, scoppiò un’epidemia di polio. Avevo già fatto delle ricerche su questa malattia, che allora uccideva migliaia di persone. Fu il mio maestro, il dottor Park, a consigliarmi di studiare la polio. Così, quella non fu una mia scelta, ma fu l’unica volta che feci qualcosa seguendo il suggerimento di un altro“.

Oltre a creare il vaccino attenuato da somministrare per via orale, che sviluppò a partire dalle ricerche sulla coltivazione di virus in terreni cellulari, Sabin dimostrò l’innocuità dei suoi virus assumendoli egli stesso e somministrandoli alle proprie figlie. Successivamente s’impegnò nella diffusione del vaccino. Ma soprattutto rinunciò a brevettarlo, consentendone la diffusione anche fra i poveri. Sia Jonas Salk, che scoprì per primo un vaccino contro la poliomielite, sia Sabin, che perfezionò l’utilizzo dello stesso, rifiutarono la possibilità di farlo brevettare, pur sapendo che questo li avrebbe resi miliardari.

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