La solidarietà vince

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È di questi giorni la notizia che Pechino ha inviato mascherine e respiratori all’Italia come segno di incoraggiamento e di aiuto concreto. Peccato solo che la Repubblica Ceca li abbia sequestrati e distribuiti ai propri ospedali. Ma non confondiamo un furto con la solidarietà.

Perché lo fai?

680’000 mascherine e 28’000 respiratori destinati all’Italia sono stati prelevati arbitrariamente dalle autorità ceche che, dopo aver dato parecchie versioni sui fatti, ora non sanno più che pesci pigliare, badando bene a non scusarsi con l’Italia. Il fatto è stato reso noto grazie alle informazioni e ai filmati di un ricercatore ceco, Lukas Lev Cervinka. È assurdo che possano succedere queste cose, come non vorremmo mai leggere queste notizie, soprattutto di questi tempi. Eppure è così.

Saluti e baci dalla Cina

Il materiale, che peraltro non poteva neanche passare inosservato, visto che si trattava di un ingente quantità, è stato confiscato arbitrariamente. Il tutto vantandosi per aver avuto successo nella lotta a chi specula sulla vendita delle mascherine, dichiarando in un primo momento che: “Si trattava di materiale rubato alle imprese ceche da criminali senza scrupoli, destinato alle vendite illegali”, poi il ministro dell’interno Jan Hamacek ha corretto il tiro affermando che c’è stato un errore: ”Purtroppo alla fine è venuto alla luce che era un dono cinese all’Italia”. Purtroppo? “Naturalmente l’Italia sarà risarcita”.

Repubblica delle banane

Le autorità sono state obbligate a dare la versione corretta in seguito all’apparizione di filmati dove si vedono gli scatoloni con scritte in italiano e in mandarino, che indicano la provenienza, “Croce Rossa Cinese”, e la destinazione, “Italia” con tanto di saluti, incoraggiamento e auguri all’Italia da parte delle autorità di Pechino. Alla fine, dopo tre giorni, grazie a Twitter, Jan Hamacek, pur insistendo sulla versione ufficiale del sequestro di materiale illegale, ammette che almeno parte del carico veniva dalla Repubblica Popolare Cinese ed era destinato all’Italia come aiuto umanitario. Almeno parte. Aggiungendo in termini generici che l’Italia non avrebbe perso nulla.

Gesti vili e meschini

La prima linea è in Lombardia e a loro era destinato il dono. È inutile dare giustificazioni o accampare scuse. Sarebbe stato meno vile, anche se inverosimile, vista l’ingente quantità di materiale e i caratteri cubitali con i quali era indicata la destinazione, parlare semplicemente di un errore. Invece, volendo fare gli splendidi sono inciampati nelle proprie gesta, peggiorando la propria situazione. Aggiungendo bugie al furto. Perché di fatto di questo si tratta.

Solidarietà? Nein danke!

A proposito di gesti miserabili, è proprio di questi giorni il no tedesco all’esportazione di mascherine che fortunatamente ha provocato la reazione delle istituzioni europee. In effetti la commissione UE ha pronta una procedura di infrazione nei confronti di Germania, Bulgaria, Repubblica ceca e Polonia che hanno detto no all’Italia, nonostante la necessità e la drammatica situazione in cui si trova da settimane.

Alla fine vince la solidarietà

Ma non saranno questi gesti vili e grotteschi che ci faranno avere un ripensamento sul senso di partecipazione, sulla capacità empatica e sulla profonda condivisione che ci accomuna quotidianamente. Evitiamo di bruciare così le nostre energie. Situazioni meschine come questa ce ne sono e ce ne saranno altre. Non sarà che la prima di tante. Concentriamoci invece sulla generosità e l’altruismo che ci circondano. In questo momento è fondamentale non perderci in inutili egoismi ma continuare a coltivare la solidarietà. Ora più che mai.

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