Noi ai tempi del virus

Di

Quello che era partito come una semplice gesto di cortesia, chiedere nella community di GAS come stavano i suoi membri, se volevano fare quattro chiacchiere, è diventato quasi un esperimento sociale. Un bell’esperimento di vita, dove amici, conoscenti o anche solo persone affini hanno raccontato i propri dubbi, le proprie storie e si sono semplicemente sfogati con chi aveva voglia di ascoltare.

Ecco, ascoltarli, ascoltare i nostri amici, è un esercizio interessante e gentile, perché scopriamo persone sensibili e pacate. Alcuni magari più tristi, altri più ottimisti, ma tutti uniti da un filo comune che fa avere loro fiducia in quella bella fetta di genere umano che nella crisi dà il meglio di se stessa.

Non sono di mia proprietà, non sono proprietà di Gas, ma ci seguono, e noi siamo fieri di annoverarli tra i nostri amci e lettori:

Isolata da due settimane ho fatto il coronavirus a casa da sola.
La peggiore influenza della mia vita con l’aggiunta della quarantena e della pochissima energia.
Ringrazio il mio cagnolino che non mi ha mai abbandonato e che mi ha spronato a non lasciarmi andare in una depressione.
Non avere contatti e non vedere nessuno per 15 giorni è una prova difficile.

Francesca

Quanto sara lunga nessuno lo sa! Di sicuro più lungo sarà, più lascerà il segno, e comprensione dell’importanza della vita, della salute, dell’inutilità del superfluo che il mondo consumistico contemporaneo ci propina.
Non da ultimo il rispetto della nostra Madre Natura e Terra e se non lo capiremo nemmeno lì, beh oramai…

Filippo

Anch’io sono ottimista di natura ma pessimista davanti ai fatti della storia purtroppo. Abbiamo mai imparato qualcosa? Siamo diventati migliori? Quando?
Tutto ciò fa parte della natura dell’uomo; come nelle storie ci sono i bravi da una parte ed i cattivi dall’altra. E così ci ritroveremo dopo la pandemia. Ma tutti allegri dobbiamo stare…

Margherita

Io lo vedo come una benedizione.
Il tempo si è dilatato in questa attesa sospesa, ha un altro spessore, altra importanza. Non siamo più nello stress di chi non riesce a fare tutto. E stiamo insieme per forza, chiusi in casa, a scoprire una realtà ben diversa da quella di prima. Così usciranno molte verità.
L’economia, che agli occhi dei governanti è sempre stata più importante di noi, avrà una botta che nel ’29 erano caramelle. Ma questa volta i politici si sono smascherati da soli e noi ora sappiamo chi sono loro e chi siamo noi. Quando la pandemia sarà passata il mondo sarà più pulito.

Caterina

 L’ho appena sentita nella bella puntata di Modem: “Non è la fine del mondo, ma la fine di un mondo”. Spero che nel “dopo” prevalga non più il “mio” mondo ma il “nostro” mondo.

Antonio

Io sono/ero sola. Con la mia vicina di casa costrette ad isolarci per un caro vicino che con il coronavirus ma senza precauzioni, ha lavato nella stessa lavanderia prima di noi.
La nostra decisione di condividere questo periodo così grigio ci dà forza e ne sono molto grata, anche se le notti, la parte peggiore, siamo di nuovo sole a pensare chissà domani come sarà.
Delusa da tanta leggerezza e irresponsabilità resto fiduciosa. Per me di sicuro cambierà molto, la sfiducia lascia segni indelebili.
Buona fortuna a tutti e scusatemi se ogni tanto mi incazzo proprio.

Mariella

La mia compagna abita in Italia, non so quando potremo abbracciarci di nuovo…

Giovanni

Io tutto sommato sto bene, intanto me la prendo comoda, faccio ordine dove ho rimandato da tempo, pulisco, leggo, dipingo e cerco di stare in contatto.  Un abbraccio virtuale a tutti

Caroline

È strano vivere in questo modo. Tu sai che la gente c’è ma non può esserci perché deve stare lontana. Hai quasi nostalgia del cantiere stradale che ora è fermo, guardi con piacere il furgone della Posta che nel suo transito regolare ti dà l’impressione che il mondo gira ancora come prima. Così io giro tantissimo in bici visto che comunque devo lavorare. Tra un impegno e l’altro mi fermo qua e là, sul lago, lungo il fiume, accanto al bosco e osservo il paesaggio, ascolto il vento, seguo gli uccelli, guardo le persone che probabilmente fanno la stessa cosa che faccio io. Si riempiono di natura e di paesaggio. Corrono, sono sedute, passano in bici, camminano a coppie, nella ricerca di una normalità che nel giro di poche settimane ha cessato di esistere. E poi… entro il meno possibile in FB. Qui c’è una comunicazione ansiogena, dove tutti o quasi sono improvvisati esperti, intenti a pubblicare in modo compulsivo tutto e il contrario di tutto, tabelle, grafici, studi scientifici, opinioni di ogni dove, link a siti di ogni fatta come se ognuno avesse la realtà in mano, in modo quasi perverso. Capisco che la paura di ognuno abbia bisogno di essere condivisa, sublimata, ma in FB è fuori controllo, insopportabile. Ho messo in pausa alcuni contatti ansiogeni, faccio una visita veloce e poi esco da qui. Non si tratta di sfuggire alla realtà, evidentemente no, ma di non farsi invadere da un un’onda, quella di FB, completamente fuori controllo e che nella maggior parte dei casi non porta alcun sollievo. Mi verrebbe da chiedere a tutti di smetterla di continuare a pubblicare la verità del momento, lo studio attualizzato che semplicemente viene ripreso, condiviso e rimbalzato a random. Ecco, io la penso così. Un abbraccio a tutti.

Andrea

Benvenuti nel regno del silenzio, della calma, della lentezza. Bisogna prima di tutto imparare a reggere se stessi, e questa è “un’occasione”. Vivo nel silenzio da anni, ho costruito questa parte della mia vita, anche imparando a sopportarmi, e soprattutto a rallentare. Nel silenzio i tempi sono diversi, sono anche questi… per me i social sono sempre stati un mezzo per sentire, e per farmi compagnia, anche se devo dire che negli ultimi giorni mi sono fatta prendere dal nervosismo e avrei voluto mollare tutto. Poi però ci sono tante cose che ancora mi piacciono. Continuate ad informare, a divertire e perché no, anche ad essere un po’ superficiali… buona vita a tutti, ci si vede in giro… magari un’altra volta. 

Antonella

Diciamo che la salute, per il momento, regge. Per quanto riguarda l’umore vivo, come tanti, a fasi alterne. Mio figlio è nel Comasco, dalla famiglia del padre. Lì c’è una nonna di 90 anni, gagliarda ma certamente più bisognosa di me e lui se ne occupa, aiutandola nelle faccende e per la ginnastica riabilitativa, ormai forzatamente casalinga. Io mi accontento della videochiamata serale che, dopo le reciproche rassicurazioni legate alle condizioni fisiche, diventa un allegro scambio di suggerimenti su come trascorrere le infinite ore. A casa mi sfogo con i miei miciotti e parlo, parlo, parlo…al punto che i due ormai, ogni volta che mi vedono in corridoio, corrono insieme verso la porta d’entrata…probabilmente nella speranza (costantemente delusa) che io esca, lasciandoli finalmente in pace.

Laura

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